Renzi, chi lo ferma? Non certo Bersani&C

Pierluigi Bersani e i dissidenti del Partito Democratico conducono battaglie sui singoli contenuti (Italicum ecc) con lo stesso metodo di sempre, restando arroccati alle vecchie dinamiche di un partito nato col bilancino, dalla fusione di Pd e Margherita.

Aveva ragione Massimo D’Alema in tempi non sospetti a parlare del pidì “partito dall’amalgama mal riuscita”, ma è stato Matteo Renzi, con i fatti e non con il giro di valzer delle parole, a sciogliere dubbi e nodi vecchi e nuovi, recidendo alla radice (tutto) il passato – identità, progetti, leadership – puntando al Partito della Nazione, intanto realizzando il proprio partito personale.

Bersani&C sono impegnati in una lotta politicamente senza sbocco e non saranno certo i “dissidenti” a mutare i rapporti di forza dentro e fuori il Pd, a far saltare la leadership del “rottamatore”.

Anche sull’Italicum – pessima legge che può destabilizzare il quadro politico e istituzionale – Renzi riuscirà a sfangarla raccogliendo la cosiddetta maggioranza del Presidente, quanto basta per tirare avanti e fare piazza pulita: in Parlamento con l’appoggio degli “amici” di Verdini&C e nel Paese non accadrà nulla, se non la delusione crescente e l’astensione dal voto sempre più ampia, con la “sinistra” del Pd (e non solo) fuori dalle urne e dai giochi.

Dice il notista Paolo Franchi: “La sinistra del Pd è ridotta a una logica di pura sopravvivenza e priva di qualsiasi prospettiva politica, con l’unica alternativa tra sparire adesso o tra tre anni. Il gruppo vasto ma frastagliato che in parlamento fa capo a Bersani è un residuo della legislatura precedente. Con una legge come l’Italicum, che garantisce una maggioranza così vasta e con il segretario che decide i parlamentari, Renzi finisce di fatto per liberarsi di Bersani”.

Bersani ci ha girato e ci gira ancora “intorno” filosofeggiando sulla “ditta”: come pochi mesi fa gli è stato sfilato il partito, presto l’ex segretario si troverà fuori casa, nudo e crudo.

Bersani va alla guerra con la fionda mentre Renzi usa l’atomica. Tutto qui.

Massimo D’Alema pochi giorni fa aveva lanciato gli ultimi tre squilli di tromba, l’ultimo appello per organizzare l’alternativa a Renzi e al renzismo. E subito è arrivata la “bega” del suo vino, dei suoi libri, come dire, la solita mazzata per mettere out chiunque osi mettersi controvento.

I Video di Blogo

Il video degli sciatori ammassati nella funivia a Cervinia