Primarie Pd – A una settimana dal voto i sondaggi premiano Bersani. Renzi sempre staccato

Vendola risale al 17%

A giudicare dai sondaggi, ha ragione chi dice che i dibattiti contano poco o nulla nel modificare le intenzioni di voto. O almeno è quello che è successo nel caso delle Primarie Pd, visto che dopo lo scontro tra i Fantastici 5 e tutto il gran parlare che se ne è fatto gli scostamenti sono minimi – sarà anche perché il dibattito non è che abbia messo in mostra chissà che colpi di scena – e le posizioni sembrano ormai essersi radicalizzate. Tanto che Leopolda o non Leopolda le speranze di Matteo Renzi sembrano essere ridotte al lumicino: il sindaco di Firenze non riesce a schiodarsi dal 26% nelle rilevazioni di Swg, un punto percentuale in meno rispetto agli ultimi sondaggi.

Sono almeno tre settimane che Renzi non fa progressi significativi nei sondaggi: Pierluigi Bersani col suo stabile 41% può dormire sonni tranquilli. Anche se difficilmente prenderà la strada più facile in assoluto, quella che lo porta a superare quota 50% ed evitare così un faticoso e forse pericoloso secondo turno. Se i sondaggi per le Primarie fossero accurati come (più o meno) lo sono quelli a livello nazionale, la corsa per la candidatura a premier del centrosinistra sarebbe chiusa. Ma non si può escludere che le percentuali di Renzi siano sottostimate, visto che parecchi dei suoi sostenitori non sono elettori del centrosinistra e che molti di quelli che votano per lui dalle parti del Pd sono restii ad ammetterlo pubblicamente. Rimane il fatto che quindici punti percentuali sono davvero tanti.

Nessuna novità di rilievo neanche per Nichi Vendola, che sale di un punto al 16%. Diamo una speranza a Nichi: anche il segretario di Sel potrebbe essere – per ragioni opposte a quelle di Renzi – sottostimato dai sondaggi, che non possono prevedere la massiccia affluenza dei sostenitori iperfidelizzati del suo partito. Ed è forse anche per questo che Vendola si mostra sicuro in un’intervista a Lucia Annunziata: “Sono convinto che domenica prossima ci sarà una grande sorpresa nelle urne, la bolla mediatica costruita con malizia per cui le primarie sarebbero tra Bersani e Renzi sarà frantumata da coloro che andranno a votare. La sorpresa sarò io”. Non si può escludere, ma almeno vedere un trend in crescita sarebbe stato confortante per quello che è il terzo incomodo di questa corsa.

Le percentuali infatti sembrano essersi cristallizzate anche tra i candidati minori: la Puppato prende un punticino e va al 4% (grazie forse a un’esposizione mediatica maggiore) mentre Tabacci si conferma la Cenerentola del gruppo al 2%. Cristallizzata è anche la percentuale di indecisi che oscilla sempre tra il 10 e il 12%. Non abbastanza per far prevedere grandi sconvolgimenti. Abbastanza per tenere vive le speranze di tutti e tre i competitors ancora in corsa.

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