Celtic League – Aironi, Parma è sempre più lontana

Finita la prima stagione di Celtic League, per gli Aironi è il momento di tirare le somme. Se sul campo è stato un anno con tante delusioni e poche gioie, due i soli successi giunti tra campionato e coppe europee, i problemi a livello di franchigia si sono trascinati per mesi. Sulle pagine dei quotidiani

Finita la prima stagione di Celtic League, per gli Aironi è il momento di tirare le somme. Se sul campo è stato un anno con tante delusioni e poche gioie, due i soli successi giunti tra campionato e coppe europee, i problemi a livello di franchigia si sono trascinati per mesi. Sulle pagine dei quotidiani locali, e non solo, negli ultimi giorni lo scontro tra Viadana e Parma si è fatto più intenso. Ecco il punto della situazione.

 

Gli Aironi, infatti, sono la somma di tante anime, guidate da Viadana (54% quote societarie), ma che fin da subito ha coinvolto le realtà di Parma, dalla Rugby Parma all’Amatori, passando per Colorno e Noceto. Una squadra, quella degli Aironi, con un budget di otto milioni di euro, che doveva venir garantito con diverse quote dai soci. Vi erano i contributi della Fir per i giocatori d’interesse nazionale, che arrivano a un milione e mezzo, poi vi sono stati i soldi della Regione Lombardia, circa 3.5 milioni per le infrastrutture, e, infine, sponsor e quote societarie. Ed è qui che tra Viadana e le ducali sono iniziati i problemi.
Già a febbraio, infatti, Silvano Melegari, presidente degli Aironi ed ex presidente del Viadana, aveva puntato il dito contro le parmigiane, colpevoli di non aver onorato gli impegni. E mercoledì Melegari ha di nuovo puntato il dito contro Parma. “Colorno rimane l’unico club che, con Viadana, ha sempre creduto al progetto fin dall’inizio. Le altre società parmigiane hanno sperperato i soldi: Gran e Crociati hanno affrontato l’Eccellenza con un budget di circa 3 milioni e una sola è arrivata in semifinale. La priorità doveva essere gli Aironi e invece hanno distolto energie di Parma, vale a dire sponsor, quindi soldi, che potevano essere usate meglio. Ma, all’atto dell’approvazione del bilancio ci sarà la resa dei conti”.
Ed ecco, quindi, che proprio dai campionati d’Eccellenza e Serie A potrebbero arrivare le risposte che Viadana aspetta. Come, infatti, ha sottolineato sempre Melegari “L’unica soluzione realistica è che tutte le componenti della franchigia si unissero per iscrivere in Eccellenza una sola squadra. Il nome? Ma anche Aironi Parma” l’apertura del patron di Viadana. Ma a Parma vogliono questa unione? A quel che si mormora nelle ultime settimane gli abboccamenti per creare un’unica squadra che sia la fusione dei Crociati e del Gran Ducato, le due realtà parmigiane in Eccellenza, ci sono. Ma salvo pochi accenni, mai i dirigenti delle due squadre hanno parlato di coinvolgere Viadana nel progetto. Se così fosse, la nuova franchigia sarebbe uno schiaffo a Viadana e agli Aironi, allontanando ancora di più i soci attuali della franchigia celtica. E la risposta che è arrivata, a stretto giro di posta, da Parma non è certo distensiva. Il presidente dei Crociati, Luigi Villani, l’ha affidata alle pagine della Gazzetta di Parma, ed è un attacco frontale a Melegari e agli Aironi: “Il progetto di una squadra unica si chiama Parma proprio perché ne stanno parlando le società di Parma e che, pur gradendo suggerimenti e contributi delle società limitrofe, riguarda un progetto di futuro per il rugby di Parma. Aperti a tutti, dunque, anche se crediamo che nessuno, nella vita come nello sport, si debba sentire obbligato a rimanere in compagnia di qualcuno con il quale non si sente più in sintonia o che non apprezza più” le parole di Villani. Ma è direttamente nei confronti del patron degli Aironi che Villani va giù più duro. “Personalmente mi ha dato molto fastidio che il presidente degli Aironi si sia permesso di venirci a fare i conti in tasca e anche se considero le sue dichiarazioni una grave caduta di stile […] Come uomo di sport, poi, mi ha disturbato parecchio anche quel suo snobbare l’attività giovanile, ignorando, peraltro, le precise indicazioni della Federazione, sottovalutando il tricolore vinto dai nostri ragazzi dell’Under 20: una squadra che non investe sul proprio vivaio non investe sul proprio futuro, non potendosi permettere in eterno di andare in giro per il mondo ad acquistare talenti. Purtroppo mi sembra che gli Aironi stiano, invece, facendo proprio così – la stoccata di Villani, che poi conclude –. Se dovessimo guardare ai risultati, alle gare vinte e a quelle perse con delle autentiche alluvioni di punti subiti che cosa dovremmo dire della stagione degli Aironi?”.Gli Aironi, quell’entità così distante da Parma, quella squadra che nelle parole di Villani sembra qualcosa che nulla ha a che fare con lui, che ne sarebbe socio. Parole, quelle di Melegari prima e di Villani poi, che allontanano gli Aironi sempre più da Parma. Una franchigia lombardo-emiliana, gli Aironi, che sembra sempre più lombarda e sempre meno emiliana.

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