La Direzione Pd dà l’ok all’Italicum. Renzi: “No a ritocchi nel passaggio alla Camera”

La minoranza però non ha votato.

[iframe width=”620″ height=”340″ src=”http://youdemhdlive.meride.tv/player/embed.html?autoPlay=true&poster=http%3A%2F%2Fwww.meride.tv%2Fmedia%2Fimages%2Fvideoplatform%2Futenti.png” frameborder=”0″]

20:05 – La direzione Pd ha votato la relazione del segretario Matteo Renzi sulle riforme e sulla legge elettorale ribattezzata Italicum: come ci si aspettava è arrivato il via libera, nessuno voto contrario, ma una minoranza non ha votato.

L’intervento di Matteo Renzi

Matteo Renzi nel suo intervento durante la Direzione Pd ha esordito dicendo di sperare che questa sia l’ultima Direzione in cui si discute di legge elettorale e ha chiesto all’assemblea il voto sull’Italicum come “ratifica di ciò che abbiamo fatto in questi anni e come mandato per i prossimi mesi”.

Il segretario ha detto che la legge elettorale è stata “la chiave di lettura del cambiamento che proponevamo al Paese” e ha ricordato che si è partiti da “un giudizio impietoso sulla realtà politica” e si è scommesso su “un processo di cambiamento del Paese” che si è tradotto in riforme istituzionali oltre che del Fisco e della giustizia.
Renzi ha sottolineato che sulla legge elettorale il Pd si gioca la fiducia dei cittadini e ha aggiunto:

“Qualcuno ha detto che non si può mettere sul testo: ne parleremo a livello parlamentare. Ma permettetemi di mettere tra di noi la fiducia sulla legge elettorale perché rappresenta la capacità di rispondere a quello che non siamo stati capaci di fare finora”

Renzi ha anche spiegato nel dettaglio come funziona l’Italicum sottolineando come l’attribuzione del premio di maggioranza è alla lista vincente e non alla coalizione e questo rappresenta un passo molto importante per un partito a vocazione maggioritaria e riduce il potere di veto dei partiti piccoli per i quali la soglia è stata abbassata al 3%. Il Premier ha anche fatto capire di essere contrario a eventuali ritocchi all’Italicum durante il passaggio alla Camera.

Renzi ha avuto modo di parlare anche dei suoi avversari politici, in particolare di Maurizio Landini, che sta lanciando un suo movimento politico, e del segretario della Lega Matteo Salvini e li ha definiti “soprammobili dal talk show televisivo”.

Direzione Pd del 30 marzo 2015

La Direzione del Pd si riunisce oggi pomeriggio, lunedì 30 marzo 2015, intorno alle 16, per sentire la relazione del segretario, nonché Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, sull’Italicum, la legge elettorale e decidere se approvarla. L’esito è scontato, come avviene sempre da quando l’ex sindaco di Firenze è a capo del partito e ha una larghissima maggioranza nella direzione, ma come sempre queste riunioni servono a far venire a galla i malumori delle minoranze.

In particolare a farsi sentire in queste ore attraverso il suo blog è stato Pippo Civati che ha fatto un appello alle “altre minoranze del Pd”, ossia a Rosy Bindi, Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo, Stefano Fassino, Francesco Boccia, illustrando due proposte, la prima è di non partecipare al voto di oggi in Direzione (ma non nel senso di non presentarsi):

“La trasformazione della Direzione in un plebiscito e aut aut non aiuta affatto e di per sé costituisce una risposta definitiva alle richieste di confronto venute da più parti. E facciamo le proposte in aula, in coerenza con quanto accaduto in Senato: riproponiamo la questione complessiva delle riforme, come peraltro avevo chiesto si facesse anche per il voto finale in aula sulla riforma costituzionale”

La seconda proposta è questa:

“Facciamo un unico intervento che ci rappresenti (e lascio volentieri la parola): definiamo una volta per tutte il campo di chi è in minoranza, perché le ambiguità di questi mesi non hanno fatto altro che creare confusione. Una minoranza che non si preoccupi delle sigle e dei posizionamenti, ma dei contenuti e della qualità della nostra democrazia. Non interessata ai posti, ma al pluralismo e alle garanzie”

Secondo Civati, dunque, oggi in direzione dovrebbe parlare una persona sola in rappresentanza di tutte le minoranze. Inoltre sulla legge elettorale dice che ne serve una chiara, che non porti a un “partito della nazione” ma a una democrazia dell’alternanza, una legge maggioritaria come quella che l’Ulivo e il Pd hanno sempre proposto anche in campagna elettorale. Dell’Italicum non apprezza il premio di maggioranza applicato a un proporzionale con liste soprattuto bloccate e collegi molto grandi, con ripartizione vaga dei seggi.

Civati polemicamente ricorda che il programma di governo con cui i parlamentari Pd sono stati eletti nel 2013 alla voce democrazia recitava: “Noi non siamo per l’uomo solo al comando”.