Eccellenza – Padova scommette ancora sul verde

La parola d’ordine è “niente colpi di testa” e, soprattutto, continuare sulla strada intrapresa un paio d’anni fa. Cioé puntare sulla linea verde, sui giovani, con pochi innesti di qualità. E sfruttare l’onda lunga della crisi e della Celtic League, che ha livellato in basso i budget del rugby italiano, permettendo di scommettere sui vivai

La parola d’ordine è “niente colpi di testa” e, soprattutto, continuare sulla strada intrapresa un paio d’anni fa. Cioé puntare sulla linea verde, sui giovani, con pochi innesti di qualità. E sfruttare l’onda lunga della crisi e della Celtic League, che ha livellato in basso i budget del rugby italiano, permettendo di scommettere sui vivai restando competitivi. Questa è Padova nelle parole di Corrado Covi.

Foto per gentile concessione di Elena Barbini

Covi, ds del Petrarca Padova, è stato intervistato stamani da Federico Fusetti sulle pagine de Il Mattino di Padova. Ecco il suo pensiero sullo scudetto e, soprattutto, sul futuro. “Lo scudetto non sposta di una virgola la nostra politica. Negli ultimi dieci anni il Petrarca è arrivato cinque volte in semifinale. Siamo rimasti nell’elite del rugby italiano con budget mediamente inferiori del 40% rispetto alle altre semifinaliste. Nel momento in cui i bilanci si sono livellati, abbiamo vinto lo scudetto”.
Ci sono dei giocatori simbolo di questo scudetto che rischiano di partire? “Logico che vorremmo tenere tutti. Costa Repetto l’ho consigliato alla società, figuriamoci se non vorrei vederlo ancora in bianconero. Però non faremo pazzie. E’ nella logica dello sport che anche dopo un successo ci sia sempre qualche variazione nelle rose. Questione di bilanci, ma anche di stimoli. Non tutti quelli che chiederanno di più saranno accontentati“.
Veniamo ai giovani. Si potevano utilizzare di più? “I giovani che hanno sposato la causa della società e seguito i tecnici hanno trovato ampio spazio. Qualche nome? Barbini, Targa, Borgata, Fazzari, Chistolini, Naka, Chillon, Favaretto, Billot. Non perchè uno è giovane e del vivaio gli si deve regalare la maglia del Petrarca, che va conquistata. Basta parlare di loro scarso utilizzo. Aggiungiamoci i sette che frequentano le Accademie, cosa vogliamo di più?”.
Un effetto scudetto? “Certo. Alla Prima Squadra, ma anche al settore juniores, registrando a settembre un’impennata di iscrizioni. Al Battaglini la tribuna sud era zeppa di ragazzini dai 14 ai 20 anni. Spero di vederli presto in campo, che siano loro a vincere i prossimi scudetti”.
Chi potrebbe partire per la Celtic? “E’ presto per dirlo. Il pilone Fazzari è il più accreditato, mentre Chistolini andrà in Premiership. Neethling e Travagli sono venuti da noi per farsi vedere dopo lunghe soste per infortunio, e sono tornati ad alti livelli”.