Sondaggi politici 2015: il Partito Democratico è in ottima salute

Poco si muove negli ultimi sondaggi politici, ma la resistenza del Pd è molto significativa.

di andreas

Non si muove una foglia nei sondaggi politici Ixè trasmessi ad Agorà. E vista così, si direbbe una non notizia. In verità qualche segnale si registra anche nell’immobilismo e riguarda soprattutto Matteo Renzi e il Partito Democratico. Nonostante le tantissime critiche, spesso e volentieri più che legittime, e nonostante le difficoltà – scandali e inchieste comprese – che iniziano a colpire inevitabilmente chi ha ormai trascorso un bel po’ di tempo al governo, il Partito Democratico non perde un colpo. E anzi, stando a questi sondaggi, si ritrova oggi al 38,9%. Vale dire poco meno di due punti percentuali delle elezioni europee.

A pensarci bene, è quasi miracoloso che il Pd riesca a mantenere un risultato del genere. Quando si votò per le europee, non solo l’Italia era nel pieno della luna di miele con Renzi, ma il voto per il Pd fu in qualche modo pompato anche dalla novità degli 80 euro in busta paga. Sono passati parecchi mesi da allora, è stato varato un criticatissimo jobs act, c’è stato un autunno molto caldo dal fronte sindacale e il governo è incappato in una serie di inciampi e difficoltà. Eppure il Pd, all’inizio della primavera, è sempre lì, nulla lo smuove. Il fatto, probabilmente, è che è molto difficile smuovere un partito che al momento è l’unica forza di governo credibile in Italia, stante la crisi totale di Forza Italia e la non volontà di essere forza di governo di Lega Nord e Movimento 5 Stelle.



Sondaggi politici 27 marzo 2015

E così, nei sondaggi politici, è sempre e solo il Partito Democratico a spiccare. Cosa che ha ancora più valore se si considera che, nel frattempo, sta crescendo la percentuale di coloro i quali si dicono pronti ad andare a votare. L’affluenza, oggi, sarebbe infatti al 65,5%. E se al crescere dell’affluenza non diminuisce il voto per il Pd, vuol dire che tra chi ha deciso di non astenersi più una buona percentuale tornerà al voto per darlo al Partito Democratico.

D’altra parte anche la fiducia in Matteo Renzi rimane stabile al 40% (scende di un solo punto rispetto a settimana scorsa) e idem dicasi per il governo, che rimane al 32% per la terza settimana di fila. Non ci sono, insomma, segnali importanti che facciano pensare a uno scollamento tra il paese, il Pd e il governo Renzi. E al momento è questa la forza maggiore che il premier ha dalla sua parte, che se la sia meritata o meno.