Si vota il 31 maggio. E Grillo “spara” nel mucchio

Dunque, dopo il balletto sulle date, finalmente un punto fermo: il prossimo 31 maggio quasi 23 milioni di italiani saranno chiamati alle urne per le elezioni regionali e comunali.

Saranno due mesi di fuoco perché il risultato elettorale, oltre ad essere importante sul piano territoriale, può incidere sul quadro politico nazionale, fino alla maggioranza di governo e, direttamente, anche su Palazzo Chigi e dintorni.

Per adesso si assiste a una fase di stallo, ma nei prossimi giorni il clima politico si surriscalderà notevolmente e non è detto che le urne del 31 maggio non possano tramutarsi anche in una prova a favore o contro Renzi e il suo governo.

Nei sondaggi dell’Istituto Ixè Agorà (Rai tre) la fiducia su Renzi scende di un punto (dal 41% al 40%) nell’ultima settimana, quella su Salvini sale di tre punti (dal 21% al 23%), sale di un punto quella su Berlusconi (dal 14% al 15%), stabili Grillo al 14% e Alfano al 13%. Guarda tutti dall’alto il presidente Mattarella, con una fiducia al 71%.

Dicevamo che i partiti, impegnati a definire strategie, alleanze, candidati per le prossime elezioni del 31 maggio, sono pronti alla nuova battaglia. Il primo ad alzare i toni, nella logica che “chi mena per primo mena due volte” è Beppe Grillo, tornato a rispolverare l’antico armamentario del tutti contro tutti, mettendo per primo nel mirino Matteo Renzi e il suo governo. Non solo, il gran capo del M5S, per rilanciare le proprie azioni in ombra, annuncia una strategia diversa, ancora più veemente, da “assalto al palazzo”, o da “ultima spiaggia”.

Dice Grillo: “ Cambieremo gioco, definiremo le nostre regole sul territorio. Le parole non bastano più contro un Parlamento incostituzionale, un presidente del Consiglio mai eletto dalle urne, contro istituzioni prive di ogni legittimità, contro centinaia di miliardi rubati con le Grandi Opere Inutili. Contro Mafiacapitale, Expo, Mose, Tav, Salerno-Reggio Calabria. Le parole non bastano più”.

E incalza:“Le denunce non bastano più. Contro ladri e corrotti non bastano più. Le menzogne del Governo e del suo imbonitore da strapazzo non reggono più. L’indignazione non basta più. Il rispetto istituzionale non basta più. Il Parlamento non c’e’ più, non rappresenta più nulla, incostituzionale involtino di nominati”.

Ecco. La campagna elettorale è partita.

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