Elezioni Regionali 2015: il rebus delle alleanze tra Salvini e Berlusconi

Nessun incontro, per il momento, tra i due. Ma un’alleanza strategica in vista delle elezioni regionali potrebbe saltare fuori.

di andreas

Salvini e Berlusconi, ormai si è capito, ci terrebbero tanto a riuscire a mettere in piedi un’alleanza a tutto campo in vista dell’election day. Di fatto, converrebbe a entrambi: Forza Italia eviterebbe di trovarsi a versare sangue con candidati alleati al solo Ncd (e neanche ovunque) e con zero chance di vittoria (fatta eccezione per le regionali in Campania); mentre la Lega Nord (e la sua controparte meridionale Noi con Salvini) riuscirebbe, in questo modo, a “rompere le scatole a Renzi” – come dice Salvini – anche nelle regioni rosse.

Il problema, come sempre, è che i due hanno un paio di interessi assolutamente divergenti, che stanno complicando non poco il rebus. E di mezzo, c’è sempre Alfano. Proprio in Campania, Berlusconi non può fare a meno di allearsi con il Nuovo Centrodestra se vuole avere serie chance di confermare Stefano Caldoro come candidato. Ma l’Ncd, si sa, è proprio il partito con cui Salvini non vuole avere niente a che fare, in quanto alleato di governo di Renzi. Allo stesso tempo, però, la Lega ha bisogno dei voti di Forza Italia per assicurarsi la vittoria nelle regionali in Veneto, messe a rischio (ma non troppo) dalla candidatura di Tosi.

Per Salvini se ne può uscire anche in maniera semplice, trovando qualche candidato comune e andando in ordine sparso altrove. E se Forza Italia vuole, può accodarsi al candidato leghista, per esempio nelle regionali in Liguria. Cosa che non fa per niente impazzire il Cavaliere, che spera di trovare un accordo ovunque, che comprenda anche l’Ncd, e di rilanciare in questo modo una coalizione di centrodestra con Salvini leader in pectore in grado di sfidare il Partito Democratico quando si tornerà alle urne.

In definitiva, Salvini si concentra sulle regionali. Berlusconi prova a guardare più a lungo termine. Ma tra loro due c’è sempre Alfano che diventa il protagonista, suo malgrado, di un gioco di veti incrociati dal quale non si trova la via d’uscita. I leader di Lega e Forza Italia si vedranno ancora, ma è davvero difficile che il progetto di Berlusconi vada in porto, soprattutto vista la sua impossibilità a rinunciare ai voti portati in dote da Alfano in quella Campania che rappresenta la sua unica chance di (ri)conquistare almeno una regione.

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