Paola Pinna (ex M5S) entra in Scelta Civica: “È come una start-up”

La ex grillina approda nel gruppo parlamentare del partito ora guidato da Zanetti.

di andreas

Dall’ambientalismo al turboliberismo, Paola Pinna – una delle tante voci dissidenti che ha lasciato il Movimento 5 Stelle nel corso del tempo – approda a Scelta Civica, che dopo l’addio di gran parte dei suoi parlamentari, andati tra le braccia di Matteo Renzi nel Pd, prova a ricostituirsi sotto la guida di Enrico Zanetti. Non che ci sia molto da ricostituire, visto che in Senato il gruppo non esiste più e che alla Camera sono andati persi per strada 25 componenti, lasciando comunque 23 deputati nelle fila di Scelta Civica.

Ma come si spiega un salto carpiato del genere? Paola Pinna la mette così: “Sc è il gruppo più a mia misura, c’è spazio per portare avanti alcune tematiche, anche a livello regionale, è come una start-up“. Più cinicamente, si potrebbe anche pensare che laddove c’è da ripartire quasi da zero, si possono aprire delle opportunità che altrove non ci sarebbero (per esempio nel Partito Democratico). Altrove, sulla sua pagina Facebook, Pinna spiega come la cosa non sia ancora ufficiale e altre ragioni che l’hanno spinta verso questa decisione.

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Niente di ancora ufficiale ma l'ipotesi di cui si sta parlando è reale. A oggi, senza un gruppo parlamentare alle…

Posted by Paola Pinna on Lunedì 23 marzo 2015

Zanetti, che sta provando a dare al partito un tono meno sobrio e più “cool”, è tutto contento e non esclude che questo primo spostamento non tracci il sentiero da seguire per altri grillini pentiti: “Arriveranno altre persone in Scelta Civica e perché non dal Movimento 5 Stelle? Siamo due movimenti che rappresentano il vero rinnovamento. Per questo uno si toglie da dosso il loden e vuole essere più vivace nella sua proposizione politica, mentre l’altro, con una politica urlata, dimostra che non si va da nessuna parte”.

Un’operazione politica coerente, quindi. Guai a pensare che si tratti solo di tenere in vita il gruppo parlamentare: “Non è una mera operazione di algebrica parlamentare ma di politica sostanziale”. E però, è comunque importante sottolineare che “oggi passiamo da 23 a 24 unità. In prospettiva ci sarà un ulteriore aumento in termini numerici, proprio per quel che processo che ho illustrato. L’allargamento riscuote un certo interessamento anche tra i banchi del Senato”.