Papa Francesco domani a cena con i senza tetto. Poi visita gratuita ai Musei Vaticani

Cento clochard siederanno alla mensa papale con Bergoglio. Successivamente saranno accompagnati da guide turistiche a scoprire le meraviglie dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina

Papa Francesco testimonia ancora una volta la sua attenzione nei confronti degli ultimi. Domani, 26 marzo, il Pontefice ospiterà a cena cento senza tetto. Tra questi ci saranno molti di quelli che passano abitualmente la notte nei pressi di Città del Vaticano.

I clochard siederanno alla mensa papale e reciteranno insieme a Bergoglio una preghiera comune. Successivamente, ed è questa la vera sorpresa, i cento prescelti saranno accompagnati in visita presso i Musei Vaticani e la Cappella Sistina. La visita è ovviamente a titolo gratuito e prevede l’impiego di diverse guide turistiche, di nazionalità differenti. In questo modo, ogni gruppo potrà beneficiare di una opportuna spiegazione storico-artistica.

L’arcivescovo polacco, Konrad Krajewski, direttore dell’ufficio che si occupa della carità papale, ha specificato che l’iniziativa va inquadrata nell’ambito dell’Elemosineria apostolica. E che la visita ai Musei rispecchia fedelmente le parole il messaggio evangelico: “non di solo pane vive l’uomo“.

Sin dall’inizio del pontificato, Papa Francesco ha dimostrato grande sensibilità nei confronti dei senzatetto. Un anno fa, in occasione della Pasqua, aveva inviato il proprio Elemosiniere a portare sostegno ai clochard della stazione Termini. Inoltre, a dicembre, nel giorno del suo compleanno, Francesco aveva fatto distribuire 400 sacchi a pelo. Infine, all’inizio dell’anno ha disposto un servizio di barbiere nei pressi di San Pietro e ha deciso di far installare delle docce vicino al colonnato del Bernini.

Segnaliamo che oggi Bergoglio, in udienza generale, ha voluto rimarcare l’importanza dei valori della solidarietà e della giustizia. A tale riguardo si è soffermato, in particolare, sul tema del lavoro: “non la logica del profitto, ma quella della solidarietà e della giustizia. Avere lavoro è una questione di giustizia, è una ingiustizia non poter avere lavoro“.