Nuova Zelanda – McCaw, altri quattro anni All Black

Era nell’aria, c’era da aspettarselo e non ci sono state sorprese: capitan McCaw ha firmato un contratto di quattro anni con la NZRU. Ora che anche l’asso di cuori del poker All Blacks ha rinnovato il suo impegno con la nazionale e con il suo club, tutti i pensieri si spostano all’atto finale di Super

Era nell’aria, c’era da aspettarselo e non ci sono state sorprese: capitan McCaw ha firmato un contratto di quattro anni con la NZRU. Ora che anche l’asso di cuori del poker All Blacks ha rinnovato il suo impegno con la nazionale e con il suo club, tutti i pensieri si spostano all’atto finale di Super Rugby e alla sfida più importante, il mondiale di casa. Ce ne parla Stefania Mattana.

La firma è avvenuta nella notte italiana, ma i dubbi sulla permanenza in patria del forte flanker erano già stati chiariti qualche giorno fa dallo stesso McCaw. La stella dei Crusaders ha spiegato durante la conferenza stampa che il motivo fondamentale che l’ha convinto a rimanere in Nuova Zelanda è il fatto di divertirsi veramente a giocare a rugby nella sua nazione. “Ho sempre detto che finché mi sarei divertito a giocare a rugby in Nuova Zelanda ci sarei rimasto, e il fatto è che mi diverto ancora qui – ha dichiarato –. Ho tanta voglia e le motivazioni giuste per continuare a vestire la maglia degli All Blacks e dei Crusaders, e ho ancora molti traguardi da ottenere con loro come giocatore”.
Come il suo amico e collega Carter, anche a McCaw è stato offerto un contratto con diversi benefits e opzioni flessibili, inclusa la possibilità di prendersi dei ‘periodi sabbatici’ per fare qualche esperienza di gioco oltre oceano, ma Richie non etichetta queste possibilità come una priorità vicina: “Come Dan, neanche io ci sto pensando, al momento. Finché non decidi che devi davvero passare in rassegna questa cosa, semplicemente non ci pensi e non nutri un vero interesse”.
Pur non avendo sponsorizzazioni molto ricche con Adidas e altre aziende come invece Dan Carter, la scelta di McCaw di rinunciare a guadagni a sette cifre e all’enorme tamtam dello showbiz europeo appare come la decisione saggia di un vero leader, fiero rappresentante del rugby All Blacks e dei valori neozelandesi che la palla ovale rappresenta nel mondo. E i soldi davvero non sono nella top five del flanker di Canterbury: “Se le cose fossero dettate dal proprio conto in banca, non importa che lavoro fai, ma le cose non durerebbero a lungo. Credo che la maglia All Black e quella dei Crusaders siano per me come per Dan una bella carota per la nostra carriera, e non un bastone. Quindi perché lasciare la Nuova Zelanda?”.
I soldi non fanno la felicità nemmeno dei grandi campioni. Ma forse, quello che farebbe davvero felice McCaw sarebbe la Coppa William Webb Ellis tra le sue mani.