Scuola, Poletti: “Tre mesi di vacanze sono troppi”. Le reazioni

Il ministro: ” I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse”

Arrivano le prime reazioni, positive e negative, critiche e costruttive, dopo la dichiarazione del ministro del Lavoro Poletti sul ridimensionamento delle vacanze scolastiche.

Tra i primi a parlare, il primo chiamato in causa, ovvero il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che plaude alla proposta e aggiunge che nel ddl sulla Buona Scuola – che a giorni approda in Parlamento – “è già previsto che attività di stage si possano fare anche nei periodi di sospensione dell’attività didattica, estate inclusa”. Continuando:

“Le dichiarazioni del ministro Poletti  sono condivise nel governo e i temi che tocca sono stati oggetto di analisi anche nel lavoro sul Ddl Scuola. Il valore formativo del lavoro è centrale nell’impianto de La Buona Scuola, al punto che investiamo 100 milioni all’anno per portare le ore di alternanza negli ultimi 3 anni a 400 nei tecnici e professionali e 200 nei licei. Per farlo, all’articolo 4 comma 3 prevediamo esplicitamente che l’alternanza può essere svolta durante la sospensione delle attività didattiche. Fare esperienza di lavoro durante la scuola è utile non solo per diminuire la dispersione e facilitare l’inserimento immediato nel mondo del lavoro, ma anche per orientare le scelte di chi andrà all’università”

Al commento ministeriale, arriva anche la reazione di Mario Rusconi, vicepresidente dell’Anp (Associazione nazionale presidi), che dichiara come da anni la proposta di Poletti sia lanciata dai presidi italiani: “Da anni, più o meno dai primi anni ’90, noi presidi chiediamo che ci siano piani intelligenti per l’utilizzo della risorsa scuola durante l’estate”, ha affermato Rusconi in un’intervista a La Stampa:

“Nel ’95 ricordo che collaborai anch’io a una direttiva del ministero dell’Istruzione che presupponeva che si potessero aprire le scuole di pomeriggio avviando attività alternative alla didattica con la collaborazione di associazioni di genitori e cooperative. L’idea di utilizzare i locali delle scuole durante l’estate per corsi di sostegno e recupero, per corsi di formazione particolari, per ospitare iniziative di giovani diplomati in cerca di lavoro ci trova dunque senz’altro d’accordo. Mi permetto di far notare, tuttavia, che Poletti è l’ennesimo ministro che si pronuncia sulla questione, ma mai, finora, alle parole hanno fatto seguito prassi organizzative coerenti”.

Con le sue affermazioni, il ministro Poletti dimostra di non avere la minima percezione della realtà: più della metà degli studenti italiani già lavora d’estate”, è quanto espresso da Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi. “Semmai è necessario regolamentare e inserire percorsi formativi diversi da quelli didattici all’interno del percorso scolastico”. In una nota, Irone dichiara che siano ben altre le priorità da mettere in pratica, come ridistribuire le pause in modo più equilibrato all’interno dell’anno e non legalizzare lo sfruttamento degli studenti, cosa che invece sta accadendo cone l’abbassamento dell’apprendistato a 15 anni, gli stage estivi e una mancata revisione migliorativa dell’alternanza scuola lavoro, “il Governo non sta facendo altro che privare ulteriormente gli studenti dei propri diritti e di tutele adeguate”

Scuola, Poletti: “Tre mesi di vacanze sono troppi”

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ha rilasciato una dichiarazione che farà molto discutere docenti e studenti. In un convengo a Firenze sui fondi sociali europei, ha sostenuto che è necessario ridimensionare il tempo delle vacanze scolastiche.

Ecco cosa ha detto nello specifico l’ex Presidente nazionale della LegaCoop:

“Un mese di vacanza va bene, ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione. E’ una discussione che va affrontata”

Il ministro ha aggiunto che nel provvedimento non ci sarebbe nulla di scandaloso, portando come esempio il suo vissuto familiare:

“I miei figli d’estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono cresciuti normali, non sono speciali”

Vedremo se tale suggerimento entrerà nell’ambito del Disegno di Legge sulla Riforma della scuola, attualmente in discussione alle Camere. Resta il fatto, che l’Italia è il solo Paese ad avere un periodo di vacanze di circa 3 mesi. Altrove è più breve, ma non di molto se considerato nel suo complesso, e diffuso durante l’anno scolastico.

Molti studi scientifici evidenziano che lunghi periodi di interruzione dell’attività scolastica incidono sull’efficacia dell’apprendimento. Tuttavia, rimangono aperte delle questioni. La prima riguarda le condizioni climatiche del nostro paese, andare a scuola luglio è senz’altro più agevole a Berlino che non a Messina. La seconda riguarda le risorse.

Il ministro, rispetto a quest’ultimo punto, ha parlato genericamente di “formazione” nei periodi estivi. Gli insegnati sarebbero coinvolti? E si sì, dove si reperirebbero ulteriori risorse per pagarli?

Ultime notizie su Governo Italiano

Tutto su Governo Italiano →