Matteo Renzi alla Luiss: “Decidere è fondamentale. L’Italicum sarà copiato in tutta Europa”

Il “dovere del decidere” è il tema trattato da Matteo Renzi nel suo discorso agli studenti della LUISS School of Government

Il discorso di Matteo Renzi agli studenti della LUISS School of Government nei suoi punti principali: “La realtà educativa è centrale. L’Italia dei prossimi cent’anni dipende da questo modello. Su questo tema ci giochiamo uno delle chance di essere una potenza mondiale. Il Sistema universitario italiano va migliorato, ma ci sottovalutiamo. Se noi riusciremo a raccontare l’Italia come un luogo dove le idee vive crescono, allora faremo quello che dobbiamo fare. Oggi abbiamo bisogno di scuola. Ed è verissimo che la sfida culturale è fondamentale per battere il terrorismo“.

Vedere le famiglie dopo il ritorno delle vittime di Tunisi mi ha commosso, ma non dobbiamo rinchiuderci e per l’appunto dobbiamo puntare su scuola e cultura. C’è bisogno, però, anche di governo. Il Governo Renzi è già il 28° governo su 63 nella storia repubblicana, in base alla durata

Il premier poi affronta il tema della comunicazione: “C’è un altro elemento su cui soffermarsi. Questo Governo viene considerato incapace di fare le cose, ma solo di raccontarle. Io ritengo, invece, di non essere stato bravo a comunicare quello che ho fatto. Considero ciò un errore clamoroso. Nella politica di oggi se si fa di più di quello che si comunica hai sbagliato tutto. La comunicazione, dunque, oggi è fondamentale. L’Isis comunica e noi no

Sull’Unione Europea: “L’unica grande novità è l’Europa, però ha un sistema di governance errato. Oggi è in mano a regolamenti, codicilli, la cui rigida applicazione porterebbe alla paralisi. Il nostro Governo si è speso per questo, abbiamo sposato la flessibilità. Se non ci fosse stata la flessibilità nel 2003 con Berlusconi, la Germania non avrebbe potuto fare le riforme. Ma quest’anno c’è stato un cambio di didrezione, anche grazie a noi

L’Europa non si cambia con gli insulti, ma con manovre molto accorte. Io sono andato in Europa dopo il 40,8%, che ha dimostrato che in Italia c’è il partito più votato d’Europa. Un partito che voleva farla finità con l’austerity. Nell’ambito di quel dibattio, la politica europea ha prodotto una comunicazione sulla flessibilità, il piano sugli investimenti, un cambio di direzione politica, un diverso rapporto dollaro e euro“.

Poi è arrivata una stoccata polemica a chi critica l’esecutivo: “C’è bisogno di un governo che faccia il governo. Autorevoli pensatori e professori mi accusano di essere autoritario, qualcuno ha parlato di democratura. Se non si decide il paese viene consegnato alla palude. Se non avessi preso decisioni saremmo difronte al fallimento della democrazia“.

Sulla legge elettorale: “Tra 5 anni la nostra legge elettorale sarà copiata da mezza Europa. Non ci credete? La nostra legge elettorale garantisce la certezza del risultato. In Spagna, ma anche nel Regno Unito ci sono difficoltà per la governabilità. Quando ho mostrato l’Italicum prima bozza alla Cancelliera Merkel, mi ha detto: se io avessi avuto questo sistema non avrei dovuto fare la Grande Coalizione“.

Con l’Italicum va alla lista e non alla coalizione il premio di maggioranza. Dare il premio al partito è l’ABC del sistema di governance

Poi Renzi tocca sommariamente le altre riforme, tra cui quella della Giustizia. Molte le battute e le citazioni: dai Promessi Sposi a Francis Fukuyama. Conclude il discorso facendo gli auguri agli studenti.

Il discorso di Renzi alla Luiss: il commento

Qui all’Università Luiss – Guido Carli si respira aria di innovazione, di futuro, di speranza ed entusiasmo tipiche di quei luoghi di cultura e pensiero scientifico nei quali crescono le nostre future generazioni. È proprio in questa cornice che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è intervenuto in occasione del 5° anniversario dalla fondazione della School of Government diretta dal Professor Sergio Fabbrini.

Dopo il discorso inaugurale di Emma Marcegaglia e la presentazione della scuola per conto dell’impeccabile e un po’ emozionato Professor Fabbrini è stata la volta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ha parlato di molte cose nei suoi 40 minuti: democrazia, legalità, corruzione, politica estera europea ed internazionale, economia. Perché bisogna dargliene atto, governare è una cosa difficile, prendere decisioni diventa fondamentale, ma prenderne di giuste e coraggiose è ancora più complicato.

Quello che colpisce di più del suo discorso è la freschezza e la franchezza con cui parla; in fondo a forza di schivare la retorica e andando bene a fondo si riesce a capire chiaramente il suo pensiero, il suo atteggiamento.
Il discorso di Renzi è appassionato, fresco, ci spiega cos’è per lui la democrazia: il potere di legittimare un rappresentante della nazione nell’atto di prendere una decisione per il bene della nazione stessa.

Dopodiché passa in rassegna la situazione economica, dicendo che la nostra legge elettorale sarà la più copiata in Europa oppure che noi dovremmo copiare il modello tedesco, soprattutto per quanto riguarda l’alternanza dei programmi scuola – lavoro tedeschi, dimenticandosi che i tipi di capitalismo su cui sono basate Italia e Germania sono completamente diversi. E ancora, le stesse istituzioni italiane e tedesche differiscono: come si può pensare che un modello di capitalismo sia come una maglietta con una taglia unica che vada bene a tutti quelli che la indossano?

E poi ancora, afferma che il problema del nostro Paese è la corruzione, che il problema, per chiunque venga eletto al Governo è un apparato istituzionale ed amministrativo pieno di tecnici che permangono nelle strutture istituzionali e amministrative, che fanno il bello e il cattivo tempo, rischiando a volte una deriva istituzionale in cui governano i tecnici e non i politici. Renzi si riferisce all’arresto del supertecnico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ettore Incalza, nell’ambito dell’operazione “Sistema” della Procura di Firenze. La stessa inchiesta che ha portato alle dimissioni del Ministro Lupi, peraltro non ancora indagato, cosa che però permette al Premier di dichiarare che 5 sottosegretari dello stesso Ministero indagati, non sono tenuti a dimettersi. A Matteo Renzi sembra piacere l’atto di usare due pesi e due misure per tutto, dichiara che il motivo per il quale queste persone devono dimettersi risiede nell’impossibilità di lasciar fare il bello e il cattivo tempo ai magistrati.

Si parla di democrazia e di legalità italiane, eppure ci si chiede quanta coscienza ci sia a riguardo. Gli scandali dei mesi passati riguardanti esponenti del partito di maggioranza, incriminati e arrestati, ne divorano la coerenza, sono indicativi della superficialità con cui si affronta il problema corruzione e malaffare. Allo stato attuale il disegno di legge anti – corruzione è fermo da circa due anni nella Cancelleria del Senato, in attesa di calendarizzazione in Parlamento; Il Presidente del Consiglio definisce la democrazia come il potere di prendere decisioni; ci si augura che ne prenda sempre di giuste e ponderate, per il benessere del cittadino.


Matteo Renzi alla Luiss

Matteo Renzi alla Luiss, “Il dovere del decidere”: la presentazione

Oggi, lunedì 23 marzo alle ore 17, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi andrà in visita e terrà un discorso a Roma agli studenti dei master della LUISS School of Government e agli studenti dell’Ateneo, nella sede dei Parioli a viale Romania 32.

L’occasione di incontro è di quelle di prim’ordine, il 5° anniversario della nascita della School of Government: l’intervento del Presidente del Consiglio sarà introdotto da un saluto del Presidente della LUISS, Emma Marcegaglia, del Rettore Massimo Egidi e del Direttore della SoG, Prof. Sergio Fabbrini.

Un’occasione per festeggiare e promuovere i primi cinque anni di formazione d’eccellenza della LUISS School of Government, nata su modello della School of Government J.F. Kennedy di Harvard; secondo la stessa università sono stati più di 1.000 gli studenti provenienti da oltre venti Paesi nel Mondo che hanno frequentato i master di alta formazione: oltre 15 i nuovi programmi post laurea offerti, 200 i seminari e le conferenze alle quali partecipano docenti di livello internazionale e alti dirigenti.

Il tema dell’incontro organizzato all’Università della Confindustria è il “dovere del decidere”, un tema cui lo stesso Matteo Renzi sembra essere molto legato: fare e saper fare, uno slogan che il Presidente del Consiglio adotta sin dai tempi della presidenza della Provincia di Firenze. Accentratore per qualcuno, decisionista per qualcun’altro, pavido affabulatore per altri ancora, il metodo di governo di Matteo Renzi fa discutere e divide, in particolare lo stesso Partito Democratico di cui il premier è segretario dal 2013.

Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss – la sala

Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala
Matteo Renzi alla Luiss - la sala

Nel suo intervento Renzi avrà quindi l’opportunità di entrare nel merito di uno dei temi a lui più cari, per quanto riguarda le logiche di potere e di buon governo: un’occasione in più per ribadire sia agli esponenti del suo partito che agli “amici” di governo che la linea è tracciata ed è puramente renziana.

La LUISS School of Government (SoG) è una scuola di eccellenza che ha l’obiettivo di fornire ai suoi studenti, definiti “i futuri leader di istituzioni legislative, amministrative e governative del sistema pubblico nazionale e internazionale”, gli strumenti teorici e pratici del buon governo, avvalendosi del contributo di personalità di alto profilo dal mondo dell’industria, dell’associazionismo, del non-profit, dei partiti politici, delle società di consulenza e dei principali think tank italiani e stranieri.

Foto | Alessia Salvatori, Serena Pulitani, Palazzo Chigi su Flickr

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