Affari italiani – Smettere a 42 anni? Solo da noi! (e in Inghilterra c’è un pilone di 70 anni)

In Italia un rugbista smette di essere tale a 42 anni. Già, a quell’età deve appendere gli scarpini al chiodo, che sia in ottima forma o meno. E’ una regola decisa dalla Federazione Italiana Rugby. Ed è una regola assurda. Talmente assurda che nel resto dell’Europa ovale non esiste. E, infatti, in Inghilterra c’è un

In Italia un rugbista smette di essere tale a 42 anni. Già, a quell’età deve appendere gli scarpini al chiodo, che sia in ottima forma o meno. E’ una regola decisa dalla Federazione Italiana Rugby. Ed è una regola assurda. Talmente assurda che nel resto dell’Europa ovale non esiste. E, infatti, in Inghilterra c’è un pilone di 70 anni!

rugby_world_01.jpg Dalla Scozia all’Inghilterra, dalla Francia al Galles fino all’Irlanda. In tutto l’Europa ovale non vi sono limiti legali per smettere di giocare. Se c’è il certificato medico che attesta che il giocatore può giocare, allora può continuare. Senza problemi. Senza dover dire addio alla propria passione, potendo dare il suo contributo d’esperienza ai più giovani. E se chiedi a un dirigente scozzese se loro hanno un limite d’età, beh, la risposta sono due occhi sgranati e lo sguardo di chi si chiede se tu sia pazzo.
Da noi, invece, no. La Federazione italiana è l’unica che pone un limite d’età per chi vuole giocare a rugby. Perché? Non vi sono motivazioni mediche reali per questa scelta, visto che annualmente i rugbisti devono avere il nullaosta medico per scendere in campo e, quindi, se non sono idonei vengono fermati, a 20 anni come a 40. Non ci sono motivazioni di alcun genere, tranne la follia burocratica della nostra Federazione. La Fir, con la sua politica sulle categorie giovanili, già allontana tanti ragazzini dal rugby, quando si trovano a dover giocare in categorie con ragazzi troppo più grandi di loro. E allontana tanti rugbisti che a 42 anni devono smettere. E che, invece, potrebbero ancora dare tanto alla palla ovale.
Come dà John Goldman, arzillo settantenne che ancora oggi gioca a rugby. E non in una squadra old, ma in un campionato minore inglese. Gioca nel Mill Hill e la sua storia viene raccontata nel numero attualmente in edicola di World Rugby, il più importante mensile di rugby al mondo (grazie a Stefo per la segnalazione!). Non contento, nonno John non si limita a pascolare sul campo, magari come estremo o all’ala. No, lui fa il pilone e in campo si fa valere. Ma, vabbé, siamo in Inghilterra. Cosa volete che ne capiscano i british di rugby! Meglio da noi, dove a 42 anni si va in pensione! 

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