Eccellenza – Progetto Parma, si torna a parlare di fusione

A Parma si torna a parlare di fusione. Ancora una volta nella città ducale fa capolino la voglia di costruire una “casa unica” per la palla ovale d’Eccellenza. Questa volta a dare il là alle proposte sono i Crociati, che sulle pagine della Gazzetta di Parma lanciano la loro idea, anzi, il loro Progetto Parma.

A Parma si torna a parlare di fusione. Ancora una volta nella città ducale fa capolino la voglia di costruire una “casa unica” per la palla ovale d’Eccellenza. Questa volta a dare il là alle proposte sono i Crociati, che sulle pagine della Gazzetta di Parma lanciano la loro idea, anzi, il loro Progetto Parma. Ecco l’articolo in questione, aspettando di capire se resteranno solo parole su carta, o meno.

Parte il Progetto Parma. Dopo che il suo presidente, Luigi Villani, a metà marzo aveva lanciato la proposta di fusione con il Gran-Ducato, la Banca Monte Crociati, società nata l’estate scorsa dall’unione tra Noceto e Rugby Parma, rilancia in maniera decisa. A illustrare la nuova proposta rivolta all’altra metà del cielo del rugby parmigiano, che da ieri ha dunque anche un nome ben preciso, appunto Progetto Parma, è Salvatore Sau, direttore sportivo dei Crociati, reduci dalla soddisfazione dello scudetto Under 20 (domani alle 11 a Palazzo Sanvitale, la squadra verrà premiata dal presidente di Banca Monte Carlo Salvatori) e ancora in corsa per le semifinali di Eccellenza per cui sabato saranno di scena a Rovigo nel match di ritomo.
“Lanciamo questo Progetto Parma – Sau va subito al cuore della questione – per creare un’unica squadra, composta da una rosa di 36-38 giocatori, per lo più giovani ma anche con qualche elemento di esperienza; una squadra che partecipi al campionato di Eccellenza e alle coppe europee”. Al piano appena inferiore di una struttura piramidale, sia Crociati sia GranDucato “dovrebbero poi formare quattro squadre per partecipare al prossimo campionato Under 20, un torneo molto diverso dall’ultimo, che sarà aperto a tante realtà e in cui ci sarà una grandissima competizione. Queste realtà giovanili dovrebbero poi costituire il serbatoio per alimentare la prima squadra. Invece, le quattro società del territorio, Parma, Amatori, Colorno e Noceto, continuerebbero a gestire le varie seniores (serie B e C) e i loro settori giovanili in totale indipendenza”.
Per Sau, il Progetto Parma “metterebbe insieme risorse tecniche, logistiche ed economiche creando finalmente a Parma una squadra in grado di primeggiare. Tutto poi ruoterà attorno alla Cittadella del Rugby che sta sorgendo a Moletolo, rendendo davvero la nostra città una vera e propria capitale della palla ovale. Il nostro infine è un progetto che sposa appieno le linee guida della Federazione che da tempo chiede di valorizzare il più possibile i giovani atleti”.

Ancora parole, ma ancora mancano i fatti.