Il discorso di Renzi al Senato: “Ci sono i primi segnali di ripresa”

Il premier parla a Palazzo Madama per preparare il consiglio Ue del 19 marzo.

di andreas

Una delle tante domande che ci si è posti negli ultimi mesi ha riguardato il semestre italiano di presidenza europea. Erano stato preparato come un appuntamento fondamentale, addirittura cruciale per i destini dell’Italia. E questo nonostante non fosse altro che un turno di presidenza, che passa di mano ogni sei mesi. Che cosa sia cambiato dopo il semestre italiano, ai più, non è molto chiaro. Per Matteo Renzi invece la conquista è principalmente una, e ne ha parlato nel discorso al Senato in vista del consiglio Ue di domani 19 marzo: “Non si può negare che il semestre di presidenza dell’Ue, con un cambiamento di vocabolario da rigore e austerity a crescita e riforme, ha consentito di creare un clima nel quale si è potuto finalmente voltare pagina”.

Effettivamente, in seguito alle elezioni europee e soprattutto in seguito alle manovre decise da Draghi e dalla Bce, in primis il quantitative easing, qualche cambiamento di rotta c’è stato (anche se è difficile valutare l’impatto su questo del governo italiano). I segnali positivi, secondo Matteo Renzi, riguardano però anche l’economia prettamente italiana: “Con la riduzione del peso fiscale sulle aziende con l’incentivo ad assumere a tempo indeterminato, parte decisiva del jobs act, stanno arrivando i primi segnali di ripresa, seppur ancora timidi. Ma c’è stato un oggettivo cambio di clima e cambio di passo”.

Ma quali sono i fattori che stanno rendendo possibile questa “timida” ripresa? Li mette in fila lo stesso Renzi: “Il piano Juncker, la comunicazione sulla flessibilità, il Quantitative easing della Bce, il ritrovato rapporto tra dollaro ed euro a condizioni più logiche ed economicamente sostenibili. Segnali che devono essere valorizzati, che vanno inseriti in un clima di scelte ancora più forti della Ue”. Ce ne sono però anche altri, che con l’azione di governo e dell’Europa c’entrano poco ma che comunque hanno una parte importante: in primis, la discesa del prezzo del petrolio.

Qualche parola anche sulle riforme più strutturali che il governo Renzi sta portando avanti: l’Italicum e la riforma del Senato. “Negli ultimi 3 mesi, il Parlamento ha interrotto quell’incantesimo che sembrava incastrarlo in stallo. Il percorso delle riforme partito con questa legislatura sembrava difficile, la legislatura sembrava partita con più problemi che difficoltà e ai più sembrava si sarebbe chiusa senza passi in avanti. Se qualcosa è cambiato lo dobbiamo a voi ma anche a chi ha consentito le riforme con uno sforzo di generosità, il presidente Giorgio Napolitano, cui va la mia gratitudine”.

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