Grecia: Tsipras incontra Merkel, Juncker e Draghi

Tsipras ha in programma una serie di incontri con le più alte cariche europee e con Putin. L’obiettivo principale è quello di cercare una soluzione politica per il negoziato con i creditori sul debito greco

Il piano di riforme è stato approvato dall’Eurogruppo, ma in settimana arriva un’altra prova importate per il governo greco: il Consiglio Europeo del 19 e 20 marzo. E in vista dell’appuntamento, la Commissione Ue spingerà affinché Atene trovi un’intesa con i creditori.

Così Alexis Tsipras, che ha già detto di non credere a piani alternativi a quelli già presentati, prova a sbloccare la situazione su due fronti. In casa, per rispondere alle esigenze di liquidità e ottenere almeno una parte della tranche di aiuti europei, sarebbe pronto a far passare subito le misure più “leggere”, presentate all’Eurogruppo di fine febbraio. Inoltre, starebbe vagliando l’ipotesi di incentivi per il recupero fiscale.

Sul fronte estero, invece, il Primo Ministro ellenico ha in programma una serie di incontri bilaterali, sempre con l’obiettivo di sbloccare la questione della tranche di aiuti da 7,2 miliardi di euro. Tsipras vedrà, dunque, le principali cariche Ue, dei suoi paesi membri e anche il Presidente russo, Vladimir Putin.

Proprio ieri ha colto al volo l’invito di Angela Merkel a Berlino, che è interpretabile come un segnale di distensione dopo mesi di scontro frontale. Il leader di Syriza ha chiesto, poi, un vertice con Mario Draghi, Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione europea, di nuovo Angela Merkel e Francois Hollande. Tale incontro dovrebbe tenersi in occasione del Consiglio Ue che si svolgerà domani e dopodomani. A dare notizia della richiesta è stato un portavoce dell’esecutivo ellenico, precisando che dovrebbe partecipare anche Donald Tusk, il Presidente del Consiglio Europeo.

L’obiettivo di Tsipras rimane quello dichiarato da tempo: provare a mettersi alle spalle l’austerity della Troika attraverso una “soluzione politica“. Difficile, però, che una svolta radicale ci sarà in settimana: il momento della verità molto probabilmente arriverà il prossimo giugno, quando scadranno i termini dell’accordo ponte.

Nell’agenda del premier ellenico è prevista anche una visita al Cremlino: l’8 aprile prossimo. In quell’occasione si potrebbe discutere di accordi commerciali, anche nel caso in cui fosse ancora in piedi l’embargo nei confronti di Mosca. Tale circostanza forse limiterebbe lo spazio di azione per gli scambi, ma, come dimostrano i rapporti tra Ungheria e Russia, il problema è in parte aggirabile.

Intanto sulla situazione della Grecia è tornata a dire la sua Moody’s. In un report, l’agenzia di rating dichiara che “se il confronto attuale con i creditori europei non ha prodotto fenomeni di contagio in altri Stati membri, una uscita della Grecia dall’euro potrebbe ancora avere gravi conseguenze per l’intera Eurozona e soprattutto per la periferia“.

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