Landini: “Serve una radicale riorganizzazione del sindacato”

Al via la” Coalizione Sociale” di Landini a Roma. Il nuovo soggetto politico di sinistra vuole dare vita ad un’alternativa al Pd di Renzi e offrire una prospettiva di cambiamento in Europa

16 marzo – Intervistato nella trasmissione In Mezz’Ora di RaiTre Maurizio Landini ha messo i puntini sulle i ed ha smentito la creazione di un soggetto politico vero e proprio: Landini spiega che la sua iniziativa va inquadrata più in un tentativo di aggregazione e riforma del sindacato.

“Il sindacato non deve essere un partito, io non voglio fare un partito ne’ uscire dal sindacato. Ma il sindacato deve essere soggetto politico, potere avere un progetto, poter discutere alla pari, avere una rappresentanza. […] Il sindacato deve rendersi conto della sua parzialità, non deve porsi il problema di rappresentare tutto e tutti. Ma a parità di lavoro deve corrispondere parità di diritti e retribuzione. Io voglio impedire la competizione tra la gente che lavora”.

L’iniziativa, ha spiegato il leader sindacale, servirà a coagulare forze di sinistra in chiave antirenziana, dopo il fallimento delle trattative sindacali giudicate molto duramente da Landini, che accusa il governo di non essersi minimamente preoccupato dei diritti dei lavoratori nella redazione del Jobs Act.

Landini lancia la “Coalizione Sociale”. A Roma per costruire la Podemos Italiana

Maurizio Landini è passato dalle parole ai fatti. Il Segretario della Fiom ha convocato ufficialmente il cantiere della “Coalizione Sociale“. Un nuovo soggetto che dovrebbe mettere insieme movimenti, reti e mondo dell’associazionismo per dare una risposta ad una domanda di giustizia sociale, che il Governo Renzi starebbe ignorando.

Domani, sabato 14 marzo, nella sede nazionale della Fiom a Roma, avrà luogo un momento di riflessione e allo stesso tempo sarà si presenterà l’occasione attesa da tempo, quella di un atto fondativo. Nell’invito, inviato dal segretario dei metalmeccanici della Cgil, si legge:

“Nelle scorse settimane […] abbiamo ragionato sulla necessità di un momento assembleare per dibattere in modo libero e aperto l’ipotesi di costruire una ‘coalizione sociale’ […] Dovremmo trovare il modo di dare forma e forza ad un progetto innovativo, individuando punti di programma condivisi”

Landini allude ai numerosi incontri e dibattiti a cui ha partecipato in giro per l’Italia, che hanno alimentato non poche polemiche. A tale riguardo, è stato lo stesso premier Renzi a dire qualche giorno fa che il segretario della Fiom e la Presidente della Camera, Laura Boldrini, starebbero dando vita ad un’alternativa a sinistra, prescindendo da quelli che sono i loro ruoli.

Il sindacalista, nonostante la convocazione dell’assemblea di domani, continua a negare di volersi candidare, ma allo stesso tempo rivendica il suo diritto di poter fare politica “con altri mezzi”. E di certo nei prossimi giorni farà molto parlare di sé. Dopo l’appuntamento di sabato, infatti, si recherà il 21 marzo alla XX Giornata della Memoria organizzata dalla rete di Libera e il 28 marzo sarà in piazza con la Fiom a Roma.

Il suo invito suona già come un manifesto programmatico. Nel testo, Landini scrive: “Ho avuto la fortuna di potermi confrontare con molti e di condividere sin da subito l’idea che il tentativo di costruire una coalizione sociale muove da una certezza: la politica non è proprietà privata“. E a chi gli rimprovera un ruolo ambiguo, il sindacalista risponde che il Partito Laburista inglese è nato per iniziativa dei lavoratori e che a Detroit il sindacato finanzia il Partito Democratico.

La costituente di domani avrà il compito di rispondere a due questioni a suo avviso importantissime: “la fine del mondo del lavoro” e l’atomizzazione della società contemporanea. L’azione del nuovo soggetto politico, allora, non potrà assumere come suoi confini di azione solo quelli nazionali, bisogna guardare all’Europa e alle innovazioni che ha saputo mettere in campo nella lotta contro l’austerity. I modelli, ovviamente, sono quelli di Syriza in Grecia e di Podemos in Spagna.

Sulla Ue, Landini è molto chiaro: “le politiche della Commissione e della Troika anche in Italia stanno mettendo in discussione la democrazia, il lavoro e i suoi diritti, l’istruzione e la formazione, la salute, i beni comuni e la cultura, la giustizia“. Per questo motivo, è opportuno superare le divisioni e “coalizzarsi insieme per una domanda di giustizia sociale sempre più inascoltata e senza rappresentanza“.

Inoltre, la Coalizionedovrà essere indipendente e autonoma, significa che per camminare dovrà potersi reggere sulle proprie gambe e pensare collettivamente con la propria testa“. Passaggio molto importante, quest’ultimo, con il quale sembra smarcarsi in parte da Sel e dalla sinistra Pd.

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