Ordini Professionali: Deputati Pd e Forza Italia contro Cantone sulla doppia carica

Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, ha sollevato un caso di incompatibilità per doppia carica del senatore Lettieri. Pd e Forza Italia non ci stanno, il M5s appoggia il magistrato napoletano

Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, da tempo va ponendo la questione, ovvero quella del divieto di assegnare ruoli dirigenziali negli ordini professionali a chi già ricopre o ha ricoperto altre cariche amministrative o politiche. Ma, dopo l’audizione di mercoledì 11 marzo alle commissioni riunite di Affari Costituzionali e Affari sociali della Camera, appare chiaro che il braccio di ferro tra il magistrato napoletano e parte della politica istituzionale non sembra destinato ad interrompersi.

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, Cantone avrebbe detto in Commissione che tra i quattro senatori che ricoprono cariche dirigenziali negli ordini sanitari ci sarebbe un caso di palese incompatibilità. Stiamo parlando di Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente dell’ordine dei farmacisti di Bari e deputato di Forza Italia. Tale presa di posizione ha causato subito una levata di scudi da parte dei parlamentari azzurri e del Partito Democratico.

Sempre secondo il giornale di Travaglio, Francesco Paolo Sisto (Fi), dopo aver ascoltato le parole di Cantone, avrebbe commentato polemicamente che il suo “è un eccesso di zelo“. Dello stesso avviso anche Donata Lenzi (Pd) che ha parlato di “una deriva dell’incompatibilità” che potrebbe portare “in Parlamento degli incompetenti“. Pare, però, che il presidente dell’Anac abbia tirato dritto, affermando che si sarebbe andati avanti sulla strada già tracciata e che “presidenti e consiglieri degli ordini dovranno pubblicare anche redditi e patrimoni“.

In commissione a sostenere Cantone ci sono stati i deputati del Movimento 5 Stelle, ma anche Paola Binetti (Ncd), che ha parlato del rischio di formazione di lobby, e Gian Luigi Gigli (Per l’Italia – Centro democratico). Il magistrato, inoltre, ci ha tenuto a specificare che il presidente di un ordine ha la possibilità di diventare parlamentare, basta che rinunci alla carica che sta ricoprendo per motivazioni di trasparenza.

Già nell’ottobre scorso l’Anac aveva diffuso una delibera, nella quale si sanciva che anche gli ordini professionali dovevano adeguarsi alle norme anticorruzione contenute nella legge Severino. La prima a sollevare dubbi sull’applicazione di tali norme fu la Federazione Ordini Farmacisti Italiani, presieduta dal senatore di Forza Italia Andrea Mandelli e dal suo vice Lettieri. Poi è arrivato anche l’Ordine degli Infermieri professionali, presieduto dalla senatrice Pd Annalisa Silvestro.

Un altro caso che aveva sollevato perplessità è quello di Amedeo Bianco (Pd), presidente della Federazione dei Medici. Ma tra i nomi citati solo quello di Lettieri manifesterebbe una chiara incompatibilità, perché come ha spiegato Cantone: “negli altri casi l’incompatibilità non c’è perché la norma transitoria prevede che il decreto non si applichi a quegli uffici che sono stati assunti prima dell’entrata in vigore del decreto 39“.

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