Berlusconi ci riprova. Resurrezione o “buco nell’acqua”?

A volte ritornano, ma quasi sempre sono rentrée dal sapore patetico, solo in grado di allungare l’agonia e non mutare l’irresistibile declino.

Il riferimento, ovvio, è a Silvio Berlusconi che nella festa a Palazzo Grazioli per l’assoluzione della Cassazione sul Rubygate annuncia la propria resurrezione: “Torno in campo per vincere” con gli “Evviva!” e i “Forza Silvio!” dei soliti noti, a cominciare da quelli che avevano già le valige in mano per abbandonare il barcone azzurro alla deriva.

Una dichiarazione legittima, quella dell’ex Cav, ma priva di sostanza politica. Saranno già le prossime regionali di maggio a dimostrare il tentativo velleitario del rais di Arcore, con Forza Italia sbrindellato, superato elettoralmente anche dalla Lega di Salvini, incapace di guidare il centro-destra, ridotto ovunque all’opposizione, comunque ai margini della politica che conta in tutte le regioni.

I sondaggi sull’eventualità di elezioni politiche inchiodano Forza Italia all’11%, una miseria, una debacle certificata di un partito-azienda che in pochi mesi brucia oltre i due terzi del proprio patrimonio elettorale.

L’obiettivo di unire il partito, per l’ennesimo tentativo di rilancio, oltre che difficilmente fattibile, potrebbe essere proprio un errore politico, dato l’esaurirsi della propria spinta propulsiva sul piano politico-programmatico e su quello dell’immagine.

Immagine che Berlusconi comunque non recupera neppure dopo l’assoluzione della Cassazione perché nessuno nega che nella villa di Arcore “avvenissero fatti di prostituzione con compensi”. Non meeting su come fare uscire il Paese dalla crisi! Vicende, eticamente gravi e censurabili anche sul piano politico. E l’allora Capo del governo abusò del proprio potere, telefonando, da Parigi, per segnalare Ruby al Capo di gabinetto della Questura di Milano, Ostuni, attribuendo alla donna una parentela con Mubarak. Parentela inesistente ma confermata, assurdamente, nella scorsa legislatura, dalla maggioranza di centrodestra della Camera dei deputati.

I fatti, dunque restano, con l’assoluzione che ripulisce la fedina penale dell’ex Cav ma che lo lascia politicamente (e non solo) azzoppato. Resurrezione possibile o no?

Scrive Pietro Mancini su Affaritaliani: “Il declino del berlusconismo, politico ed elettorale, è irreversibile. Non lo hanno decretato i magistrati ma, con i loro voti, gli italiani, delusi da tante promesse, non mantenute e dalla modesta classe dirigente”.
Il centrodestra post-Silvio? “Per sperare di tornare a competere – chiosa Mancini – occorre che crescano dei nuovi leader, autorevoli, competenti, onesti e non solo obbedienti all’ex premier, come nel passato ventennio. Berlusconi-con il carisma e l’immagine, sensibilmente, lesionati e imputato in altri processi-aiuterebbe il suo schieramento e l’Italia, anziche´ ricercare sterili rivincite, o astiose vendette, contro i “giudici comunisti”, se collaborasse, in un ruolo defilato, a far maturare dirigenti credibili, in grado di sfidare l’ambizioso Matteo Renzi per il governo del Paese. A Palazzo Chigi, dove il fondatore del partito forzista ha fallito. Sempre”.

Agli italiani l’ultima parola.