Il Movimento 5 Stelle, lo staff comunicazione e gli affitti pagati dallo Stato

La notizia lanciata da l’Espresso. 160 mila euro spesi per gli appartamenti, con soldi destinati a “scopi istituzionali”.

di andreas

Non si registrano ancora le prime reazioni allo scoop pubblicato da L’Espresso, ma certo se fosse tutto confermato farebbe una certa impressione che proprio il Movimento 5 Stelle abbia utilizzato i soldi destinati ai gruppi parlamentari per pagare gli affitti allo staff comunicazione. Prima, un po’ di chiarezza: come noto, il M5S non accetta i rimborsi elettorali, percepisce però i soldi che il Senato eroga ai gruppi parlamentari in base alla loro consistenza. Nel caso del Movimento 5 Stelle sono 2,5 milioni di euro l’anno.

Questi soldi “sono destinati esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti all’attività parlamentare e alle attività politiche ad essa connesse (…) nonché alle spese per il funzionamento dei loro organi e delle loro strutture, ivi comprese quelle relative ai trattamenti economici del personale”. Il che significa che questo denaro può essere usato per attività politica e per il pagamento dei dipendenti del partito.

Che cos’è andato storto nel Movimento 5 Stelle?

Dall’inizio della legislatura, ha ricostruito l’Espresso, al Senato hanno speso infatti 160 mila euro per pagare l’affitto di casa ai dipendenti della comunicazione, la cinghia di trasmissione tra lo staff della Casaleggio associati a Milano e il gruppo parlamentare di Palazzo Madama. Un manipolo di fedelissimi (qualcuno è arrivato a Roma direttamente dalla srl del guru), scelti “su designazione di Beppe Grillo” come recita il codice di comportamento degli eletti e che si è accasato in una delle più belle zone di Roma, compresa fra il Pantheon e via Giulia.

Soldi pubblici usati per prendere in affitto le case, nonostante non sia quello uno scopo per i quali possono essere utilizzati. La soluzione, in realtà, è abbastanza semplice, visto che sarebbe sufficiente pagare i dipendenti quel che serve per inserire alla voce stipendio anche il benefit dell’affitto della casa gratis (a meno che non serva per far vedere che il M5S “paga poco” i suoi dipendenti). Vediamo qualche cifra:

(Rocco Casalino) ha trovato insieme a un collega il suo buen ritiro al quinto piano di un bellissimo palazzo secentesco in via di Torre Argentina, fatto costruire da una nobile casata viterbese e da due secoli di proprietà di una storica famiglia romana. Una stupenda casa a due passi dal Pantheon: per le sue due camere, il salone e i due bagni il gruppo parlamentare ha speso finora 40 mila euro di affitto. Altri 50 mila euro, invece, sono andati per la pigione di un grande appartamento abitato fino allo scorso autunno da altri tre dipendenti. Compreso – a quanto risulta a l’Espresso – il fedelissimo Nik il Nero. (…) Prima di lasciare Roma per Bruxelles, invece, il precedente capo della comunicazione Claudio Messora viveva in un grazioso monolocale dietro piazza Navona, anche questo all’interno di uno splendido palazzo nobiliare: 1.600 euro al mese per un quinto piano con angolo cottura.

Stando a l’Espresso, solo nel 2014 il M5S ha speso 100mila euro per le case dello staff comunicazione. A questi si aggiungono i 52mila euro spesi nel 2013 e altre spese varie, che portano il totale a 165mila euro. Spese inserite alle voce “godimento di beni terzi”. «Era quella che ci si avvicinava di più» spiega a l’Espresso il senatore Giuseppe Vacciano, ex tesoriere del gruppo: «E comunque quella dell’affitto è una clausola prevista nel contratto come fringe benefit, penso ci sia poco da fare…».

Il rischio è che arrivi la censura formale dei tre senatori che verificano i bilanci dei gruppi (tra cui la senatrice pentastellata Laura Bottici).

Movimento Cinque Stelle