Omicidio di Marta Russo, Scattone e Ferraro dovranno risarcire la famiglia

I due principali imputati per la morte della studentessa Marta Russo, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, dovranno risarcire la famiglia.

Il 9 maggio 1997 Marta Russo aveva solo 22 anni quando fu uccisa mentre percorreva con un’amica i viali interni dell’università La Sapienza di Roma. Il caso è rimasto scolpito negli annali della cronaca per l’estrema complessità delle indagini.

Quattordici anni dopo il giudice della XIII sezione del Tribunale civile di Roma ha deciso che i due principali imputati per la morte della ragazza, Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, dovranno risarcire i familiari con quasi un milione di euro. Nulla dovrà versare invece l’università – citata in causa dalla famiglia nel 2007 -, non ritenuta responsabile. Scattone e Ferraro sono stati anche condannati a pagare le spese di giudizio.

Leggiamo sul Corriere che il risarcimento dovrà essere versato nei confronti dei genitori della studentessa, Donato e Aureliana, e della sorella Tiziana.

I due ex ricercatori universitari, che si sono sempre proclamati innocenti, nel dicembre del 2003 sono stati condannati dalla Cassazione rispettivamente a cinque anni e quattro mesi di reclusione per omicidio colposo e a quattro anni e due mesi per favoreggiamento.

Ferraro dovrà versare all’università 28 mila euro come risarcimento danni all’immagine.