Grandi opere e pacchetto anticrisi: tutte le bugie del Presidente

Il periodo è di quelli complicati. L’aria di crisi, il parlamento italiano e la diffidenza dei cittadini verso i politici. Sfiducia, quindi. Tutto merito di Grillo e Travaglio e dell’antipolitica, o semplicemente constatazione della necessità di un’opposizione dura nei confronti di una presa in giro ventennale della classe politica?O, per dirla in altro modo, gli

Il periodo è di quelli complicati. L’aria di crisi, il parlamento italiano e la diffidenza dei cittadini verso i politici. Sfiducia, quindi. Tutto merito di Grillo e Travaglio e dell’antipolitica, o semplicemente constatazione della necessità di un’opposizione dura nei confronti di una presa in giro ventennale della classe politica?

O, per dirla in altro modo, gli annunci di cui si riempiono la bocca i politici hanno un minimo legame con la realtà? E un minimo di buone intenzioni? Andiamo ad analizzare il pacchetto anti-crisi di 80 miliardi annunciato da Berlusconi al G20.

Punto cardine di questo governo e di Tremonti le grandi opere, tanto sbandierate da Berlusconi da quando è in politica. L’elenco delle opere è da anni nella lunga lista della delibera Cipe del 2001 con il quale è stato definito il piano decennale della “Legge obiettivo”. Costo complessivo del piano stimato in 174 miliardi di euro.

Primi risultati: le risorse sino ad oggi stanziate arrivano a 60 miliardi di euro, pari al 34% del costo complessivo, le opere messe in cantiere il 9%. Niente male per un piano decennale partito con il noto patto berlusconiano con gli italiani (era il punto 5).Cosa diceva il contratto del presidente operaio? Il premier si impegnava ad arrivare al 40% dei lavori completati al quinto anno. Del Berlusconi II, però.

Con l’ultimo Dpef del luglio 2008 il governo ha promesso una forte accelerazione del piano indicando le opere prioritarie finanziate dal pacchetto anti crisi. Quali sono? La BreBeMi, il Ponte sullo stretto e il Mose più quattro assi autostradali. Etichettate come “anticrisi”. Per chi? E i soldi? Da dove vengono? 7.367 miliardi provengono dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS), grazie alla riprogrammazione del fondo imposto alle regioni con l’articolo 6 della legge 133 del 2008. Sono in pratica risorse scippate ad alcuni programmi già in corso. Vediamone solo alcuni: Programmi strategici per l’istruzione, per le Risorse umane, per la Società dell’informazione e la pubblica amministrazione, per l’Ambiente, per la Sicurezza e le risorse naturali e culturali, le Reti e i servizi per la mobilità, i progetti per la protezione civile e le aree a rischio, il programma salute sicurezza e sviluppo per il Mezzogiorno del ministero del Lavoro.

Quindi si capisce meglio dove il governo toglie e a chi dà. Incomprensibile poi come con questo programma pensi di fare ripartire l’economia italiana. Senza calcolare naturalmente che i costi previsti per le “grandi opere” sono di netto inferiori ai costi reali che avranno. Tanto per fare un esempio, delle opere promesse solo due hanno già assegnato il bando, di cui una è il Ponte sullo stretto, dove addirittura c’è al momento il solo finanziamento degli espropri.

Dopodichè, come per l’Alta velocità, i lavori sono affidati attraverso l’istituto del “general contractor”, che consente di sub-affittare liberamente a terzi tutte le attività sia di progettazione che di esecuzione dell’opera. Risultato? Il fenomeno delle cosiddette scatole vuote, con lo svuotamento tecnico e tecnologico delle imprese italiane. Sarà un caso che la prima impresa italiana non rientri nenache tra le prime 50 europee?

Nella più grande impresa italiana, secondo i dati di bilancio, il costo del lavoro dipendente ha un peso del 3% sul totale dei costi aziendali. Nelle prime dieci imprese italiane la media è dell’8%, mentre nelle prime 10 imprese europee questo dato va da un minimo del 14% fino ad arrivare ad un massimo del 25%. Questa è l’ideologia di Berlusconi, Tremonti e gran parte del Parlamento italiano. Contrastare la crisi con queste pseudo imprese che semplicemente si mangiano i soldi mostra tutte le bugie del Presidente. Altro che Grillo e Travaglio e antipolitica. Gli italiani dovrebbero cogliere la crisi per svegliarsi dal torpore da prima, seconda e terza repubblica. E invece..