L’intervista di Beppe Grillo al Corriere: “Pronti al dialogo su Rai e reddito di cittadinanza”

Il leader del Movimento 5 Stelle insiste sul reddito di cittadinanza: “È la nostra proposta cardine assieme al referendum sull’euro”.

di andreas

Ormai ci si è abituati alle continue giravolte di Beppe Grillo, che sul comportamento da tenere nei confronti dei mezzi di comunicazione cambia idea più o meno ogni sei mesi. Fa una certa impressione, però, che lo stesso giorno in cui decide di tornare a rilasciare un’intervista a un grande quotidiano italiano (cosa che non molto tempo fa era assolutamente impensabile), decida anche di fare l’ennesimo dietrofront sulla questione delle partecipazioni dei suoi ai talk show (che infatti sono tornati a vedersi, anche se solo gli uomini di punta e fidatissimi).

Ma non sono certo questi i temi più importanti trattati nell’intervista al Corriere della Sera, in cui si parla invece subito dell’incontro con Mattarella:

In questa occasione Mattarella mi è sembrato una persona gentile, sensibile ai temi del Movimento, dalla lotta alla corruzione alla mafia – che ormai è cambiata, è diventata quasi a norma di legge, 2.0 -, al reddito di cittadinanza, su cui sembrava molto d’accordo. Abbiamo speso tempo per far capire al presidente che non sono come mi descrivono, quello che urla, e credo sia rimasto piacevolmente sorpreso».

Un approccio positivo, quasi da moderato, e infatti Grillo fa anche sapere che pensa sia possibile instaurare un dialogo col presidente della Repubblica, anche se “lui ovviamente deve essere al di sopra delle parti, mi sembra un garante della Costituzione molto preparato, anche se non sta a me giudicare”.

E se l’attività del Movimento 5 Stelle, al momento, sembra essere un po’ priva di un chiaro indirizzo, fatto salvo l’improbabile referendum per l’uscita dall’euro, ci pensa il leader pentastellato ha ricordare le priorità in materia economica. Come per esempio il reddito di cittadinanza:

“Il reddito di cittadinanza è vedere il mondo del lavoro in un altro modo, è un diritto civile. Ed è anche uno dei nostri due punti cruciali in economia insieme al referendum sull’euro. Si tratta di dare una occasione alla gente. È destinato a chi perde il lavoro, a chi non lo raggiunge. Sono 780 euro al mese, ma varia a secondo del numero dei componenti familiari. Penso a una coppia con figli, lei casalinga: gli si potrà garantire 1.200-1.300 euro. Nel frattempo chi ne usufruisce segue un percorso con lo Stato. Gli si offrono due-tre lavori, se non li accetta, perde il reddito. Cambierà anche il rapporto con lo Stato, i sindacati, le imprese: un conto è che puoi licenziare con il Jobs act che si abbatte come una scure con alle spalle il reddito di cittadinanza, un altro conto senza. Dobbiamo tenere presente una cosa: in Italia solo il 40% delle persone ha un reddito da lavoro, il 30% sono figli, persone a carico, il 20% vive da reddito indiretto – con le pensioni – e il 10% con i sussidi”.

Come trovare le risorse (14,5 miliardi), in un paese che si è svenato per dare 80 euro ai lavoratori dipendenti a basso reddito, non è dato sapere. O meglio, le coperture sono abbastanza vaghe: “I soldi li troviamo. Spendiamo 45 miliardi per gli armamenti, 20 per la formazione professionale. Poi c’è il gioco d’azzardo e le persone che hanno 2-3 milioni di euro di reddito. Se gli prendi lo 0,5-l’1% a questo scopo non credo siano contrari. Discuteremo anche con la Cei”.

Infine la riforma della Rai, sulla quale Grillo apre a una possibile trattativa con il governo. È possibile?

“Sì, se ci atteniamo ai contenuti. Poi ci sono odi interni e invidie, tante nostre proposte sono state bocciate a priori. Se superiamo questo scoglio, come abbiamo sempre fatto sulle cose buone, su Rai e reddito di cittadinanza dialoghiamo con tutti, anche con il Pd. Ma ci deve essere onestà intellettuale”.