Falso in bilancio, salta la soglia di non punibilità

Con il nuovo testo tutti saranno punibili, ma verrà mantenuta la distinzione fra società quotate e non quotate in borsa

Tutti punibili. Con l’emendamento trasmesso al ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi viene modificato il ddl corruzione sul falso in bilancio. Il nuovo testo dà un colpo di spugna alle soglie di non punibilità, mantiene una distinzione solo fra società quotate e non quotate e abbassa la pena per queste ultime da un minimo di uno a un massimo di cinque anni di detenzione. Per le società quotate in borsa le pene saranno più severe: si andrà da un minimo di tre a un massimo di otto anni di detenzione.

Ma nelle pieghe del ddl emendato c’è una novità ovverosia che il falso in bilancio non sarà più intercettabile perché – secondo quanto previsto dall’articolo 266 – si potranno avviare gli ascolti solamente nel caso il reato preveda una pena superiore ai 5 anni. Per tutti i reati fino ai 5 anni, dunque, niente intercettazioni.

Nelle ultime settimane il testo sul falso in bilancio è stato il tema di un confronto con il ministero dello Sviluppo economico per la questione delle tutele alle piccole società maggiormente esposte agli errori. L’iter, comunque, è lungi dall’approdare alla fase conclusiva: giovedì 5 marzo è il termine ultimo per presentare i sub-emendamenti al provvedimento in commissione Giustizia, quindi va verso lo slittamento l’esame in aula che era previsto proprio per giovedì.

Con la cancellazione delle soglie di non punibilità, si cancellerà la legge del 2003, fortemente voluta dal Governo Berlusconi, che tante polemiche provocò diventando l’emblema del rimodellamento ad personam della giustizia.

Via | Il Fatto Quotidiano

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