Boko Haram decapita due spie: propaganda video in perfetto stile Daesh

Nuove tecniche di propaganda di Boko Haram in Nigeria: il Califfato d’Africa è sempre più simile al Daesh

Qualche ora fa i miliziani islamisti nigeriani di Boko Haram hanno pubblicato in rete un filmato nel quale viene mostrato l’interrogatorio e la decapitazione di due presunte spie: il video, del quale in testa a questo post vi proponiamo un estratto (non cruento) pubblicato su YouTube, mostra in modo inequivocabile il “new deal” del jihad in Africa, azzerando di colpo le migliaia di chilometri che dividono il nord della Nigeria dalla Libia e dalla Siria.

Il rilascio del video era stato annunciato il 25 febbraio scorso.

Il califfato d’Africa (così oggi i miliziani di Boko Haram pretendono venga riconosciuto il territorio da loro controllato nel nord della Nigeria) mostra nel video la punizione prevista dalla Sharia nigeriana per le presunte spie: morte per decapitazione.

Il video stesso rappresenta la prova tecnica migliore sin qui confezionata dalla propaganda di Boko Haram.

Fino ad oggi infatti gli uomini di Boko Haram hanno anch’essi filmato e pubblicato in rete deliranti videomessaggi del leader Abubakar Shekau, noto con il nome di battaglia di Darul Tawheed, qualche esecuzione, numerose scorribande. Immagini che mostravano una propaganda molto amatoriale, quasi al limite del rustico, e tutta la follia dei jihadisti nigeriani. Con il video pubblicato questa mattina anche Boko Haram inaugura un nuovo corso nella propria strategia di propaganda, un corso nel quale il Daesh siriano non è più solo “un amico” o “un sostenitore” ma un vero e proprio alleato attivo.

La grafica e il montaggio del video di questa mattina mostrano nuove e moderne tecniche, identiche anche nelle “policy” a quelle usate dalla propaganda del Daesh: anche in questo caso si è deciso di non mostrare la decapitazione ma solo i momenti immediatamente precedenti e successivi alla stessa, persino la litania musicale scelta è identica (l’abbiamo ascoltata in alcuni video di propaganda come quello in cui vengono mostrati i prigionieri curdi sfilare sui pick-up all’interno di gabbie): il filmato, chiamato “Harvest of spie”, “Caccia alle spie”, mostra l’interrogatorio e la morte di Dawoud Muhammad e di Muhammad Awlu, due contadini di Baga (cittadina nel nord della Nigeria). Muhammad è l’unico ad essere interrogato (almeno di fronte alla telecamera) e racconta di aver ricevuto da un poliziotto l’equivalente 25 dollari per fare da ‘gola profonda’, con la promessa che sarebbe diventato ricco.

E’ la prima volta che Boko Haram mostra tecniche di propaganda avanguardistiche e decisamente più emotivamente impattanti: un settore, la propaganda video 2.0, nel quale il Daesh ha già dimostrato avere importanti competenze teorico-tecniche. Con il video pubblicato poche ore fa il sodalizio tra Stato Islamico e Califfato d’Africa si fa sempre più solido: la Nigeria non è mai stata così vicina alla Siria come questa mattina.

Già in passato Boko Haram decapitò alcuni ostaggi filmando e mettendo in rete le immagini: nel settembre scorso i jihadisti nigeriani catturarono, interrogarono e decapitarono un aviere della Nigerian Air Force (NAF). Il Jihadi John nigeriano, secondo molti, in quel video sarebbe Abubakar Shekau in persona, “l’Immortale” leader dei sanguinari jihadisti di Boko Haram.

Ancor più famoso è il video delle studentesse rapite dai jihadisti di Boko Haram: immagini che commossero il mondo (tanto che partì l’efficacissima campagna #bringbackourgirls, sfruttata dal presidente uscente Johathan in campagna elettorale).

La reazione del governo nigeriano alle violenze di Boko Haram d’altra parte è lo specchio dell’incapacità del Paese ad affrontare il pericolo jihadista: i medesimi crimini commessi dalla follia degli uomini di Shekau vengono commessi dall’esercito di Goodluck Jonathan, Presidentissimo della Nigeria.