Sondaggi politici 2015: boom Lega Nord, tiene il Partito Democratico

Movimento 5 Stelle e Forza Italia in difficoltà nei sondaggi politici Emg per il Tg La7.

di andreas

La Lega Nord continua a essere protagonista dei sondaggi politici di questo inizio di 2015. In seguito alla manifestazione di Roma, infatti, i consensi per il Carroccio di Matteo Salvini fanno registrare una nuova impennata: quasi un punto guadagnato e stima elettorale che raggiunge addirittura quota 15,9%. Si tratta di un nuovo record storico per il partito, ma a far ancora più impressione è un altro fatto: se davvero si realizzasse il progetto di un Front National italiano, con l’aggiunta quindi del 4,1% attribuito a Fratelli d’Italia, ecco che si arriverebbe a quota 20% (in termini di consenso, CasaPound è marginale).

Chi è che fa le spese di questa crescita della nuova destra italiana? Ovviamente, i partiti che più degli altri si richiamano a quello schieramento – come Forza Italia, che scende dal 12,4 al 12% – e quelli che hanno un programma populista e no-euro – come il Movimento 5 Stelle, che perde mezzo punto e scende al 19,6%. È sempre più chiaro come il successo della destra passi da un strada che non porta al governo, vista la connotazione estremista che la caratterizza, ma che porta a un solido partito di (facile) opposizione, che le consentirà di mantenere alti i livelli di consenso senza poter però puntare al governo.


Sondaggi politici 3 marzo 2015


Il che significa che il Partito Democratico, nonostante tutto, può dormire sonni tranquilli. Come si vede, infatti, anche in questi sondaggi: il Pd rimane stabile su livelli altissimi, il 37,1%. Bisognerà attendere che il jobs act inizi a dare (o meno) qualche risultato positivo in termini di occupazione per capire se questo dato potrà ancora salire significativamente, ma per il momento la cosa più importante è notare come il partito di Renzi è sempre più l’unica forza governativa presente in Italia.

Tra i partiti minori, rimane stabile Sel a un 4% che la obbliga a cercare qualcosa di nuovo per il suo futuro: se un’alleanza con il Pd non si può fare per la distanza sempre più ampia che la separa dal governo Renzi, allora sarà il caso di provare a costruire un polo di sinistra forte e credibile, per evitare di ritrovarsi al margine della discussione politica nel momento in cui si è, di fatto, l’unica vera forza di sinistra presente sullo scacchiere politico. Al centro, invece, continua a faticare Ncd-Udc, che non va oltre il 3,1%.