Milano, Expo 2015: Paolo Romani, i terreni della famiglia Berlusconi, il conflitto di interessi

In tempi non sospetti, mentre ancora volavano in aria i tappi dello champagne per l’aggiudicazione dell’Expo alla capitale lombarda, avevo avanzato qualche riserva sulla possibilità che l’esposizione del 2015 a Milano potesse svolgersi senza il consueto corollario di speculazioni, malversazioni e favori agli amici degli amici. Alberto Statera, su Affari & Finanza di Repubblica, ricostruendo


In tempi non sospetti, mentre ancora volavano in aria i tappi dello champagne per l’aggiudicazione dell’Expo alla capitale lombarda, avevo avanzato qualche riserva sulla possibilità che l’esposizione del 2015 a Milano potesse svolgersi senza il consueto corollario di speculazioni, malversazioni e favori agli amici degli amici. Alberto Statera, su Affari & Finanza di Repubblica, ricostruendo il ruolo del sottosegretario allo sviluppo economico Paolo Romani, traccia un quadro piuttosto interessante degli affari che la famiglia Berlusconi sta facendo con i terreni che possedeva a Monza, in una zona esondabile e inedificabile. Pare che, grazie alla nomina del Romani ad assessore nel Comune di Monza, siano stati previsti interventi pubblici di decine di milioni di euro per mettere in sicurezza quelle aree e permettere la costruzione di edifici e strutture per … l’Expo 2015.

Conflitto di interessi? No davvero. Il presidente del Consiglio avrebbe soltanto fatto nominare assessore un suo amico, il quale, per riconoscenza, avrebbe reso edificabili ed appetibili dei terreni altrimenti improduttivi di proprietà del fratello del presidente del Consiglio. Una volta risolta la questione il Romani si dimetterà da assessore e tornerà ad occuparsi delle questioni governative: nel frattempo, essendo uomo di fiducia, ha ricevuto un posto da sottosegretario ed anche la delega alle Comunicazioni…

Il sottosegretario in carica allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni, ma non tutti sanno che è soprattutto assessore agli Affari di Famiglia (famiglia Berlusconi, of course). Si chiama Paolo Romani e non ha remore nel confessare pubblicamente che ha accettato di fare l’assessore all’Urbanistica del Comune di Monza perché c’era “da risolvere un problema che è una spina nel fianco della famiglia Berlusconi”. [..] Così, vinte le elezioni a Monza, Romani viene spedito a fare l’assessore comunale all’Urbanistica. Ruolo nel quale si fa onore, perché organizza la vendita della Cascinazza alla Brioschi dei Cabassi, che pagano a Paolo Berlusconi 40 milioni, ma sottoscrivono una clausola che prevede una “integrazione” del prezzo al doppio o forse al triplo, nel caso di “valorizzazione” di quei terreni. L’assessore, diventato nel frattempo sottosegretario nel IV governo Berlusconi ‘si mette perciò di buzzo buono e presenta nei giorni scorsi una variante generale al Piano di Governo del Territorio per valorizzare quell’apprezzamento fin qui di assoluta inedificabilità”.

Quale migliore occasione dell’Expò del 2015?
“La variante Romani prevede infatti un “primo utilizzo” dell’area per l’Expò e poi un “riutilizzo dell’edificato con le seguenti destinazioni: direzionale, produttivo, residenza, edilizia residenziale convenzionata, artigianale espositivo, commerciale, intrattenimento, centro ricreativo bambini e ragazzi, centro anziani, centro per l’innovazione tecnologica nell’impresa, spazio espositivo per mostre continue, teatro, Spa e centro di medicina estetica, asilo nido, scuola materna, campo sportivo, sedi di Protezione Civile, Croce Rossa, Carabinieri, Banca d’Italia”. […] Così, varata la variante, i Cabassi dovranno pagare a Paolo Berlusconi un altro pacco di milioni. E l’assessore agli Affari Familiari, a operazione compiuta, potrà dimettersi a Monza e andare a Roma a curare per il capo, dalla sua poltrona di sottosegretario alle Comunicazioni, il licenziamento di tutti quei comunisti nerovestiti (lodo Dell’Utri) che infestano la Rai”.

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