Venezuela: Maduro impone restrizioni a diplomatici e cittadini Usa

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, annuncia restrizioni per diplomatici e cittadini Usa: “Sono misure di difesa antimperialista”.

Nicolas Maduro va all’attacco degli Stati Uniti. Il presidente venezuelano ha infatti disposto il visto obbligatorio per i cittadini americani e restrizioni alle attività diplomatiche Usa a Caracas. C’è poi una ‘lista nera’ di dirigenti statunitensi, a cui è addirittura vietato l’ingresso in Venezuela. Le ha chiamate “misura di difesa antimperialista”. L’annuncio al termine di una manifestazione oceanica che ha attraversato tutta la capitale.

“Noi lanciamo una lotta totale contro l’imperialismo americano!” ha tuonato dal palco Maduro. Che si concretizza in una riduzione del numero di funzionari dell’ambasciata Usa a Caracas: “Ne hanno 100 e noi 17. Vogliamo l’uguaglianza”. I diplomatici a stelle e strisce non potranno poi riunirsi con dirigenti della politica venezuelana senza l’autorizzazione del governo.

Maduro ha attaccato poi direttamente Barack Obama:

“Non quello di Chicago, quello che sognava di cambiare il mondo, ma quello a capo della potenza mondiale, si è lasciato mettere in un vicolo cieco dai suoi collaboratori. I dirigenti dell’amministrazione americana tramano da tempo per un golpe contro il governo del Venezuela”.

Maduro ha aggiunto di disporre di “prove indiscutibili, documenti e foto” sull’esistenza di piani sovversivi: “Gli Usa violano costantemente il diritto internazionale intromettendosi nelle nostre faccende. Solo nel 2015, da Washington, sono partite 65 prese di posizione contro il popolo venezuelano”. Il presidente, successore di Chavez, ha voluto poi invitare il segretario dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), José Miguel Insulza, e il presidente eletto uruguayano, Tabaré Vazquez, ad andare a trovarlo “per mostrare le prove del complotto”.

Propaganda o meno, Maduro ha annunciato che nei giorni scorsi diversi americani sono stati arrestati per attività di spionaggio e reclutamento di venezuelani. Tra loro, un pilota statunitense di origini latino-americane, preso nello Stato sudoccidentale di Tachira, e considerato una spia.