Russia: Gazprom minaccia di tagliare forniture di gas all’Ucraina (e alla Ue)

Domani la Russia potrebbe tagliare le forniture di gas all’Ucraina. Ciò potrebbe avere ripercussioni sull’Unione Europea e aggravare la crisi tra est e ovest

Mentre Renzi e Hollande chiedono il rispetto del cessate il fuoco previsto dagli accordi di Minsk, la crisi ucraina non sembra placarsi. Vladimir Putin e la compagnia russa Gazprom sono ritornati a minacciare il taglio di rifornimenti all’Ucraina, e dunque anche all’Unione Europea, già dalla giornata di domani.

Alexei Miller, il numero uno della società, ha rimarcato che l’Ucraina non ha versato l’anticipo per le forniture di marzo. Ieri, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa Interfax, ha precisato: “Restano solo 219 milioni di metri cubi di gas prepagato […] occorrono circa due giorni per trasferire il denaro necessario dal conto di Naftogaz a quello di Gazprom. Pertanto, poiché la quantità ordinata è di 114 milioni di metri cubi, le forniture di gas russo all’Ucraina termineranno tra soli due giorni“.

Per Naftogaz, la sollecitazione di Gazprom è irricevibile e minaccia di presentare ricorso. Sul sito della società del gas ucraino, è apparso un comunicato nel quale viene evidenziato che la compagnia russa “ha fornito solo 47 dei 114 milioni di metri cubi di gas destinato alle regioni orientali del Paese, per cui è già stato versato un pagamento“. Affermazioni, queste, che hanno provocato l’intervento del portavoce per l’Energia della Commissione, che ha annunciato un’analisi approfondita sui fatti denunciati.

Inoltre, Naftogaz contesta a Mosca di volerle addebitare il pagamento di quote di metano inviato ai separatisti filo-russi di Donetsk e Lugansk. Su tali forniture il governo di Kiev ha detto più volte di non avere alcun controllo.

Bruxelles, intanto, prova a rassicurare tutti i paesi dell’area Ue, facendo sapere che “i flussi verso l’Europa sono al momento normali“. Tuttavia, è opportuno tenere presente che eventuali tagli alle forniture non inciderebbero, nell’immediato, come in passato. Kiev riesce a soddisfare il suo fabbisogno di gas per circa due terzi, importandolo dalla Ue e in minima parte autoproducendolo. I paesi europei, invece, hanno rafforzato le interconnessioni dei gasdotti e possono ricevere gas dal Nord Stream, aggirando così l’Ucraina.

Attenzione, però, nel caso in cui Gazprom decidesse di far seguire alle parole i fatti, le conseguenze negative non mancherebbero comunque. In primo luogo, l’Europa, importando da canali alternativi, avrebbe un crollo di credibilità politica.

Bisognerebbe, poi, tenere in considerazione che l’Ucraina si troverebbe nella condizioni di dover pagare il gas all’Unione Europea a una quota più alta rispetto a quella richiesta da Mosca. E ciò, paradossalmente, non farebbe molto piacere nemmeno ai partner europei. Questi hanno già problemi di approvvigionamenti e farsi ulteriormente carico di Kiev non sarebbe di certo un affare. Inoltre, i paesi dell’ovest sanno che Naftogaz non può permettersi molta puntualità nei pagamenti.

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