La Lega Nord da Mattarella senza Salvini: “Fermi il dittatore Renzi”

E intanto il leader leghista va al Campidoglio per manifestare contro il sindaco.

Matteo Salvini snobba il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mandando, come ampiamente annunciato, solo una delegazione con i presidenti dei gruppi parlamentari del Carroccio di Senato e Camera, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga, all’incontro al Quirinale. Con loro, Giancarlo Giorgetti: “Abbiamo chiesto al presidente Mattarella di farsi promotore presso la presidenza del Consiglio di avere maggiore rispetto dei parlamentari. Faccia capire al piccolo dittatore Renzi che siamo in una democrazia e deve rispettare il Parlamento”.

Un tema parecchio caldo, dopo le critiche che Renzi ha ricevuto dal Pd per non aver seguito le indicazioni non vincolanti sul jobs act e da parte del presidente della Camera Boldrini per aver ipotizzato un decreto legge sulla riforma della Rai. E anche su questo si sono soffermati i leghisti, chiedendo che anche dall’alto del Colle arrivi uno stop alla decretazione d’urgenza, di cui ogni legislatura che passa i governi abusano sempre di più.

Matteo Salvini non c’era al Quirinale, ma è comunque presente a Roma in vista della manifestazione “Renzi a casa” prevista per sabato 28 nella capitale. Salvini ormai si sta imponendo sempre di più come unica opposizione al governo, e già che era di passaggio da quelle parti ha anche deciso di partecipare al corteo contro il sindaco di Roma, Ignazio Marino, organizzato sempre dalla Lega e dalle sue nuove diramazioni romane. Questa città deve avere un sindaco migliore, io voglio aiutare i romani a riprendersela”, in piazza, però, anche i manifestanti all’insegna dello slogan “Mai con Salvini”: “Non rispondo a quattro cretini, quattro poveretti”.

Guidati da Sel e da movimenti antagonisti, la protesta contro Salvini è motivata dalla volontà del leader leghista di presentarsi come nuovo alla guida di un partito che è stata per decenni alleato di Berlusconi e che oggi si fa notare anche per le relazioni pericolose con l’estrema destra di Casa Pound.