Francia, Le Pen sdoganata dal capo delle comunità ebraiche: “Non le rimprovero nulla”

Pur prendendo le distanze dal Front, il Presidente del Crif loda Marine Le Pen: “è personalmente ineccepibile”. Questa posizione è accettabile? Proviamo a dare una risposta

Roger Cukierman, il Presidente della comunità che riunisce le istituzioni ebraiche di Francia (Crif), ha rilasciato un’intervista a Radio Europe 1, che ha provocato non poche reazioni. Chiamato ad esprimere un parere sulla deriva islamo-fascista e antisemita che è radicata in certi settori della società del suo paese, è intervenuto anche su Marine Le Pen, tessendone le lodi.

A suo avviso, la figlia di Jean-Marie, è “personalmente ineccepibile“. Tuttavia ha precisato che, per il momento, il Front National rimane un partito “da non frequentare“. Cukierman ha così spiegato anche il mancato invito alla Le Pen per la cena annuale del Crif, organizzata con le personalità più importanti del panorama politico francese.

Personalmente non ho nulla da rimproverale” ha aggiunto, e all’intervistatore che gli ha chiesto un parere sugli ebrei che oggi votano Front, ha risposto: “Il Fn è un partito per il quale non voterei mai, ma è un partito che oggi non commette violenze […] Bisogna dire le cose come stanno, oggi tutte le violenze sono commesse da giovani musulmani. Ma si tratta di una piccola minoranza della comunità musulmana e i musulmani sono le prime vittime di questo fenomeno“.

Alcuni membri del Partito Socialista hanno espresso la loro indignazione per le parole di Cukierman e hanno perfino annunciato un’iniziativa di boicottaggio riguardo alla cena del Crif. Non sono mancate, poi, altre voci critiche, come quella di Laurence Parisot, ex Presidente della Confindustria francese. Quest’ultima ha evidenziato che Marine non ha mai preso le distanze da suo padre, alludendo alle simpatie di Jean-Marie per il Governo di Vichy e alle sue posizioni razziste nei confronti degli ebrei: in anni passati ha perfino definito “le camere a gas un piccolo dettaglio“. Inoltre, lo ricordiamo, l’anziano leader neofascista è da molti accusato di aver praticato la tortura durante la guerra d’Algeria.

Ma evidentemente Cukierman ha dimenticato che anche Marine ha continuato per un lungo periodo ad avere legami con gruppi razzisti e fascisti. Nel 2012, tanto per fare un esempio, in occasione della Giornata della Memoria, è stata ospite del Partito della Libertà austriaco a Vienna, nell’ambito di una manifestazione organizzata dalla società neo-nazista Olympia. Quest’ultima fa del negazionismo una sua bandiera da sempre.

Tuttavia per Cukierman, Le Pen sembra essere diventata “l’innocente leader di un partito pericoloso”. E, in questo modo, finisce per offrire una sponda all’ultra conservatorismo diffuso in una parte del mondo ebraico francese, che appoggia il Front in chiave anti-islamista. Ma non c’è solo questo, ed è qui che le dichiarazioni di Cukierman, apparentemente contraddittorie, si dimostrano in realtà molto ciniche.

La leader del Front è in testa a tutti i sondaggi e non è escluso che possa un giorno andare all’Eliseo. Meglio, dunque, tenere un canale di comunicazione aperto, anche alla luce della sua svolta pro-Israele dell’agosto scorso. In quell’occasione, Le Pen ha giustificato i raid israeliani su Gaza, affermando che: “il fondamentalismo islamico sunnita è il vero nemico della Francia. Gli Europei dell’Ovest si trovano nello stessa situazione degli israeliani“. Ricordiamo che l’Operazione Margine Protettivo ha provocato la morte di circa 1500 civili palestinesi.

Se è senz’altro giusto elaborare una ragionata e severa strategia contro le derive jihadiste nel nostro continente, d’altro canto non possiamo non evidenziare che si va contemporaneamente diffondendo. nelle nostre società occidentali, una forte ideologia discriminatoria nei confronti di arabi e africani. Ideologia che ricorda molto l’antisemitismo di fine ‘800.

Proprio per questo motivo, ci pare allarmante che il Presidente del Crif trovi normale applaudire la leader del nuovo nazional-patriottismo europeo. E se qualcuno pensa che certe posizioni possano essere accettate acriticamente, in nome di una sorta paradigma vittimario, a nostro avviso sbaglia di grosso. Dopo tutto, investirsi del ruolo delle “vittime del male assoluto” a fini di speculazione politica e per consolidare blocchi di potere precostituiti, è il modo migliore per non rendere giustizia a chi ha subito gli orrori del nazismo e fascismo.

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