Usa 2016: la Fondazione Clinton e i rischi per la candidatura di Hillary

Diverse voci critiche riguardo la Fondazione e i milioni di dollari di finanziamenti ricevuti dai governi esteri

di guido

Era il 2001 quando, da poco terminato il secondo mandato alla Casa Bianca, Bill Clinton e sua moglie Hillary fondarono la William J. Clinton Foundation, una fondazione che aveva lo scopo primario di raccogliere fondi per i Paesi del terzo mondo, e in particolar modo per la lotta all’Aids e all’HIV in Africa. Diventata in seguito Bill, Hillary & Chelsea Clinton Foundation, ha continuato il suo lavoro raccogliendo annualmente diversi milioni di dollari. Si è però anche trasformata in un possibile boomerang per le ambizioni politiche di Hillary Clinton, tanto da diventare una minaccia per la quasi certa candidatura della ex First Lady alle primarie democratiche per Usa 2016.

Già nel 2007, quando la Clinton annunciò la prima candidatura alle primarie per Usa 2008, nacquero diverse controversie riguardo la mancanza di trasparenza dei contributi ricevuti dalla Fondazione, che tra i benefattori annoverava anche governi esteri. Anche se la legge Usa non prevede che le fondazioni no-profit diffondano i nomi dei donatori, in molti chiesero che la Fondazione Clinton lo facesse per allontanare le accuse di conflitto di interessi.

Nel 2008 Hillary Clinton perse le primarie, ma quando l’anno dopo venne nominato Segretario di Stato Bill Clinton accettò una serie di restrizioni alla Fondazione. In primo luogo venne pubblicata una lista di donatori, e poi fu posto un divieto alle donazioni effettuate da governi stranieri. Quando, nel 2013, Hillary lasciò il posto di Segretario di Stato, rientrò nella Fondazione e il divieto alle donazioni dei governi stranieri venne tolto.

Ora, alla vigilia del possibile annuncio della candidatura a Usa 2016, il problema si ripropone e rischia di diventare una seria spina nel fianco per i Clinton. Risulta infatti che dal 2013, ovvero dal termine del mandato di Hillary al Dipartimento di Stato e dalla rimozione del divieto alle donazioni estere, la Clinton Foundation abbia ricevuto più di 200 milioni di dollari di finanziamenti, una cospicua parte dei quali proprio da governi stranieri. Tra questi anche l’Italia, che nel 2013 ha contribuito alle finanze della Fondazione per una cifra compresa tra i 100.000 ed i 250.000 dollari (non è possibile sapere la cifra esatta), pagata dal Ministero dell’Ambiente. Il nostro Paese è in buona compagnia: nel 2013 hanno contribuito alla Fondazione anche Australia, Paesi Bassi e Norvegia, a cui l’anno scorso si sono aggiunti Canada, Germania e diversi governi del Medio Oriente e dell’Africa, come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e l’Oman.

Certo, si tratta di donazioni a scopo benefico, ma chi può dire che non abbiano anche lo scopo di ingraziarsi il possibile futuro Presidente Usa? E per la Clinton l’accusa di conflitto di interessi è dietro l’angolo. Oltretutto, il giro milionario della Fondazione rinfocola l’immagine dei Clinton come attenti affaristi, più che politici, immagine che i Repubblicani sono più che intenzionati a cavalcare. Inoltre la Fondazione ha consolidati rapporti con diverse multinazionali e finanziarie, come Barclays, Deutsche Bank, Coca Cola, Monsanto, P&G e Exxon, e molti dei donatori della Foundation sono anche finanziatori delle campagne elettorali dei Clinton. Il sospetto che dalla Fondazione i soldi possano essere travasati nella campagna, per quanto assolutamente infondato (i soldi della Fondazione vengono tracciati), può comunque danneggiare l’immagine dell’ex First Lady.

Tuttavia, fonti della Fondazione si limitano a dire che, qualora Hillary si ricandidasse, la Clinton Foundation assicurerebbe “politiche e pratiche appropriate”, senza però specificare se si tornerebbe al bando alle donazioni estere. E da parte dei Democratici, nonostante una difesa di massima, si alzano diverse voci critiche, soprattutto dopo che nel 2012, gli stessi Democratici avevano passato al setaccio di affari di Mitt Romney cercando un legame tra i finanziamenti alla sua campagna e i milioni di dollari dati dalla Koch Brothers all’attività professionale del candidato Repubblicano.

Clinton Global Initiative America Meetings Begin In Chicago

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