Sondaggi politici 2015: l’euroscetticismo in Italia e in Europa

Sondaggi politici: cosa ne pensano i cittadini di sei nazioni (tra cui l’Italia) dell’Euro e dell’Europa in generale.

Che l’euro piaccia poco non ce lo devono dire i sondaggi politici: è dal giorno in cui fu introdotto che il rimpianto della lira non ha fatto che aumentare. Prima per il raddoppio dei prezzi percepito (o reale?), poi soprattutto perché associato alla crisi economica che ha colpito tutta l’eurozona e che ha fatto rimpiangere ancor di più i vecchi tempi delle lire, fino ad arrivare alle proposte (impraticabili) di indire un referendum per uscire dall’euro da parte del Movimento 5 Stelle. Ma come è cambiato l’euroscetticismo in Italia? E quanta presa ha nelle altre nazioni europee? Ce lo racconta un sondaggio demos che ha testato la fiducia nei confronti dell’Unione Europea in quattro paesi dell’eurozona (Italia, Francia, Germania, Spagna) e in due non appartenenti all’area euro (Inghilterra e Polonia).

Sondaggi politici 2015: l’euroscetticismo in Italia e in Europa


La prima questione riguarda la percentuale di abitanti che hanno “molta o abbastanza” fiducia nell’Unione Europea. Tra i sei paesi presi in considerazione, l’Italia è quella che ne ha di meno, solo il 27,4% dimostra apprezzamento verso la Ue. Livello molto basso anche in Gran Bretagna (ma probabilmente per ragioni meno contingenti di quelle italiane), mentre il livello è massimo in Germania: 53,4%. A pensar male, si può dire che l’alto livello della fiducia tra i tedeschi è legato al fatto che, tanto, sono principalmente loro a tracciare la strada che gli altri paesi devono giocoforza seguire.

Situazione molto diversa per quanto riguarda il giudizio sulla moneta unica: l’11,1% degli italiani ritiene che abbia prodotto “solo vantaggi”; il 53,8% ritiene che “sta creando qualche complicazione, ma è necessaria all’Europa”; il 30,5% ritiene che “comporta solo complicazioni e dovrebbe essere abbandonata”. Comunque, due terzi degli italiani ritengono che sia il caso di restare all’interno della moneta unica. Fa invece una certa impressione il fatto che la Germania è la nazione che più di altre vorrebbe uscire dall’euro: il 36,8% ritiene che debba essere abbandonato. Sembra paradossale, visto il grado elevato di fiducia nei confronti dell’Europa, ma si può forse spiegare con il fatto che il marco è percepito come una moneta forte che sarebbe in grado di reggere anche da sola.

E i due paesi che non fanno parte dell’euro? Non ne vogliono proprio sapere di entrare a farne parte: è contrario l’83,6% degli abitanti del Regno Unito ed è contrario anche il 70,9% degli abitanti della Polonia. Il che fa pensare che l’auspicabile ingresso di un gigante della Ue e di uno dei paesi dalla crescita economica più impetuosa d’Europa non sia poi così vicino.

Interessante anche vedere l’euroscetticismo in base al partito. In Italia, abbiamo visto come i contrari all’euro siano il 30,5% dell’elettorato. Tra questi, però, ci sono differenza a seconda del partito votato. O meglio, ci sono grosse differenze tra chi vota per il Partito Democratico e tutti gli altri. Solo il 18% degli elettori del Pd ritiene infatti che l’euro andrebbe abbandonato; percentuale che invece varia pochissimo (tra il 42 e il 43%) tra gli elettori di M5S, Lega Nord e Forza Italia. Più fluida la situazione in Francia: a voler abbandonare l’euro è il 22% della popolazione. Ma tra gli elettori del Partito Socialista è solo il 12,3%, è il 32,5% tra gli elettori dell’Ump, mentre è addirittura il 47,5% tra gli elettori del Front National.