Forza Italia: Berlusconi e Fitto allo scontro finale

Il commissariamento del partito in Puglia potrebbe essere l’ultimo passo prima della cacciata.

20 febbraio, ore 11.32 – Dopo il “commissariamento” del partito in Puglia e l’annuncio dell’arrivo di Luigi Vitali, questa mattina arriva la rappresaglia dell’europarlamentare azzurro Raffaele Fitto:

“Le primarie dovrebbero essere di coalizione, con tutte le forze politiche che si riconoscono nel centrodestra. Se Berlusconi pensa di risolvere il dissenso interno con l’espulsione di qualcuno, compie un gravissimo errore. […] Noi non andiamo via dal nostro partito. Forza Italia ha bisogno di un suo modello organizzativo. Nessuno può essere minacciato di essere cacciato dal partito”.

Fitto ha in parte smentito le dimissioni “in blocco” del gruppo dirigente azzurro in Puglia, notizia che sembrava certa data dallo stesso politico durante un’intervista al videoforum di Repubblica.it, ma si dice ugualmente pronto a dare battaglia.

Forza Italia: Berlusconi e Fitto allo scontro finale

Ma perché Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto sono diventati acerrimi nemici? La radice di uno scontro che sta lacerando Forza Italia e che potrebbe portare a breve all’espulsione dell’ex enfant prodige del partito va ricercata in due diverse questioni: da una parte il modo in cui il Cavaliere si aggrappa alla sua leadership, pur molto declinante, senza avere nessuna intenzione di iniziare un percorso per trovare un successore (e molto probabilmente Fitto vede molto bene se stesso in quel ruolo); dall’altra il famigerato Patto del Nazareno, che ha a lungo rinvigorito la figura politica di Berlusconi, rinviando quindi la successione nonostante i risultati impietosi ottenuti alle elezioni europee (comunque ottimi in confronto a quanto mostrano i sondaggi politici oggi) e che è stato duramente criticato da Fitto.

A dir la verità, è impossibile dire se Fitto fosse contrario al patto del Nazareno in sé, oppure se abbia visto in questo accordo tra Berlusconi e Renzi lo spiraglio giusto in cui incunearsi, conoscendo quanto scontento avrebbe creato nell’ala meno disposta al dialogo di Forza Italia. Quel che è certo è che il rapporto tra i due ha continuato a deteriorarsi nei mesi in cui Berlusconi ha tenuto saldamente in mano la leadership del partito nonostante i montanti malcontenti, continuando a frustrare le ambizioni di Fitto di vedere un azzeramento delle cariche in Forza Italia e il ricorso alle primarie per decidere dei vari candidati nel prossimo election day.

Negli ultimi giorni, dopo la rottura del patto del Nazareno, Raffaele Fitto ha accelerato ancora di più sulla strada della “rottamazione” di Forza Italia, costringendo Berlusconi a cambiare strategia e a iniziare a replicare il più duramente possibile alle esternazioni del politico pugliese, fino ad arrivare a minacciare apertamente l’espulsione. O meglio, a chiedere esplicitamente a Fitto di andarsene e fondare il suo “partito da 1,5%”. Oggi lo strappo tra i due si consuma definitivamente con il commissariamento del partito in Puglia: “Il Presidente Silvio Berlusconi ha nominato l’avv. Luigi Vitali commissario di Forza Italia in Puglia. La nomina verrà ratificata nel corso della prossima riunione del Comitato di Presidenza di Forza Italia. All’avv. Vitali l’augurio di un buon lavoro”, così si legge in una nota.

Si tratta chiaramente di uno schiaffo per Raffaele Fitto, che aveva in Francesco Amoruso un fedelissimo coordinatore regionale ora destituito. In Puglia, d’altra parte, esiste solo una monocorrente di partito, fittiana al 100%. Da questo si capisce quanto sia grave la decisione di Berlusconi, che ha provocato le dimissioni di massa di tutti i coordinatori provinciali. Questo, però, non preannuncia un addio di Fitto e dei suoi. Memore di quanto fatto da Renzi nel Partito Democratico, Fitto continua la sua battaglia all’interno del partito. Ma in Forza Italia le primarie per il leader nazionale non ci sono; Berlusconi sembra a un passo dal decidere per l’espulsione. Anche se, da un punto di vista meramente tecnico, il Cavaliere potrebbe avere non poche difficoltà.

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