Papa Francesco apre ai preti sposati: “Il problema è nella mia agenda”

Se n’è parlato il 10 febbraio, ma il pontefice l’ha reso noto solo oggi.

Per il momento si tratta solo di una prima timidissima apertura. In verità, è già tanto definirla tale, visto che Papa Francesco ha soltanto detto che “il problema è nella mia agenda”. E però, visto quanto è sentita la questione dei preti sposati, si tratta comunque di un passo in avanti importante, anche se non si sa a quale conclusione porterà la riflessione sul problema che Bergoglio ha intenzione di portare avanti.

La prima apertura di Papa Francesco risale al 10 febbraio scorso, ma è stata resa nota soltanto oggi: mentre celebrava una messa davanti al clero romano alla Domus Santa Marta Bergoglio ha risposta alla domanda di uno dei cinque sacerdoti presenti che hanno lasciato il ministero dopo essersi sposati. Don Giovanni Cereti ha chiesto al Papa di prendere in considerazione il fatto che la chiesa di rito latino impedisce ai preti sposati di celebrare messa, mentre nelle chiese orientali gli uomini sposati possono diventare sacerdoti.

Il Papa si è limitato a rispondere, appunto, che ha intenzione di valutare la questione prossimamente; ma viste le sue precedenti aperture sui gay e divorziati risposati è inevitabile pensare che anche in questo campo qualcosa possa muoversi. Anche viste le recenti parole riferite da padre Lombardi, capo ufficio stampa del Vaticano, che il Papa avrebbe riferito ai vescovi brasiliani: “Il Papa ha invitato in più di una occasione i vescovi brasiliani a cercare e proporre con coraggio le soluzioni pastorali che ritengano adatte ad affrontare i grandi problemi pastorali del loro Paese”.

Di che si tratta? Di una riflessione in corso sui cosiddetti “viri probati”. In Brasile, infatti, ci sarebbe carenza di sacerdoti, per cui si starebbe prendendo in considerazione di dare la possibilità di officiare messa a uomini di provata fede, anziani, sposati o vedovi; come avveniva nelle antiche comunità cattoliche, in cui venivano ordinati come sacerdoti per supplire ai bisogni di comunità cristiane isolate generalmente situate in zone poco accessibili e lontane dal centro delle diocesi.

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