Servizio Pubblico | Puntata 19 febbraio 2015

Servizio Pubblico: la puntata del 19 febbraio 2015

00.00 La puntata si chiude con Dado e con le vignette di Vauro.
23.56 Santanchè ironizza: “La sintesi è che arriva Falciani e risolve tutti i problemi”.
23.50 Santanchè: “La strada giusta non è nell’inasprire le pene, l’unica ricetta è abbassare le tasse e dare i servizi”.
23.48 Falciani: “Dobbiamo aiutare Ceci, con una legge che lo protegga”.
23.46 Santoro: “Solo lo 0,07 di italiani dichiara un reddito oltre i 300 mila euro. Come ha fatto Falciani a trovarne migliaia in una sola banca?”.

23.41 Su riferimento al caso Falciani, secondo Stella “è un bene che siano uscite queste cose”. Poi aggiunge: “In Italia si producono 275 miliardi di nero l’anno, secondo il ministero dell’Economia”. Zanetti: “Questo Paese non sta sulle spalle solo di dipendenti e pensionati, non è così. Poggia sulle spalle di tutti”. Santoro: “Le tasse che pagano le persone fisiche sono pagate per il’82% da dipendenti e pensionati”.
23.38 La testimonianza di Enrico Ceci, ex dipendente del BancO Desio. Ha scoperto e denunciato illeciti (una falla nel sistema informatico della banca permetteva di accumulare somme di denaro non tracciato), ma è stato licenziato per questo.

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23.36 Renzoni parla anche della riforma della Rai: “Renzi vuole nominare i nuovi vertici ad aprile, fuori Gubitosi e Tarantola”.

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23.32 Il retroscena di De Angelis, sul caos interno a Forza Italia. Renzoni si esprime sul Ruby-ter.
23.29 Il blitz delle forze dell’ordine ha portato all’arresto di 33 persone per traffico internazionale di droga e armi
23.25 In onda un reportage realizzato a Cassano Ionio, in Calabria. Secondo la procura di Catanzaro la periferia del paese è la base della clan degli zingari. Nel linguaggio in codice i gamberi è la droga.

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23.18 Zanetti rassicura: “Il condono è stato pensato con logiche opposte a quelle attuate fin qui”.
23.15 Di Pietro osserva che ci sono responsabilità anche di banchieri. Poi chiede al governo: “Perché prima di fare il condono non vediamo se possiamo recuperare quei soldi sequestrandoli, visto che la lista la conosciamo tutti?”
23.11 L’ex procuratore di Torino Caselli racconta cosa successe quando Falcioni consegnò la lista.

La lista che ci consegnò era costituita solo da nomi e cifre. Quindi organizzammo un incontro con tutte le Procure d’Italia e andammo anche in Svizzera per avere maggiori informazioni. Qui però ci opposero il segreto bancario.

Poi osserva:

Siamo il terzo Paese al mondo per evasione fiscale.

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23.08 Santanchè: “Voglio che ci sia una lotta senza fine all’evasione fiscale, ma anche che non si criminalizza dove non c’è crimine. Un conto in Svizzera non è un reato”.
23.05 Mincuzzi: “Questa vicenda potrà essere capita solo quando i magistrati avranno analizzato tutti gli elementi, tutti i files prelevati dalla banca”.
22.59 Falciani: “In Svizzera l’inchiesta è stata aperta quando dell’affare si è occupata la politica. In Francia lo stesso”. Poi aggiunge: “Ci sono Paesi in cui la legge preferisce difendere le informazioni bancarie piuttosto che la vita dei propri cittadini”.
22.57 Travaglio: “Ora, se si scoprisse che qualche renziano del Giglio magico conosceva in anteprima il decreto e ci ha fatto affari, si dovrebbe parlare di una merchant bank dove si parla inglese. E pure etrusco”.
22.55 Travaglio: “Domanda: la Boschi c’era o non c’era nel Cdm che decideva anche sulla banca di cui lei è piccola azionista,il padre è socio e vicepresidente e il fratello dipendente? In ogni caso non basta certo uscire dalla stanza mentre gli altri decidono,per dissipare i conflitti d’interessi: a meno che la Boschi non ci dica che se ci fosse stata avrebbe battagliato come una leonessa contro il decreto che favoriva pure la banca di famiglia. Lei comunque taglia corto con un tweet: ”Il Governo su proposta di Banca d’Italia ha commissariato Banca Etruria. Smetteranno di dire che ci sono privilegi? Dura lex, sed lex”.
Purtroppo no, non è ancora il momento di smettere. Anche perchè la Consob e le Procura di Roma e Milano indagano per insider trading e ostacolo alla vigilanza su quegli strani movimenti prima del decreto: prova evidente che qualcuno il decreto di Pulcinella lo conosceva in anteprima”
22.53 Travaglio: “La banca più fortunata è proprio quella d’Etruria, che fa registrare la miglior performance dell’anno, con un +62% in pochi giorni. Mica male per una banchetta disastrata, che infatti di lì a poco sarà commissariata da Bankitalia per “insufficienza patrimoniale rispetto ai requisiti prudenziali”, con un buco complessivo di 3 miliardi: il sestuplo del patrimonio netto, grazie alla gestione allegra degli ultimi anni. Il Cda della Banca del Buco, di cui fa parte papà Boschi dal 2011, ha approvato una regoletta che consente ai manager di fare prestiti facili agli amici degli amici con una semplice firmetta. E questo lo sanno tutti, perchè nel 2014 l’ha detto l’ispezione di Bankitalia che ha multato di 2.5 milioni di euro i dirigenti, fra cui papà Boschi per 144 mila euro,per una serie d’irregolarità e violazioni della trasparenza. Eppure l’Etruria vola in Borsa alla grande. Mistero”

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22.49 Travaglio: “Banca Etruria è un salottino di cattolici e massoni con sede ad Arezzo, dov’è nata la Boschi, che ne è pure azionista, come il padre e il fratello Emanuele, che ne è addirittura dipendente. Se ne risente parlare a ottobre, ma solo negli ambienti finanziari più informati, quando a fine mese escono i risultati degli stress test della Bce per vedere quali banche han bisogno di aumenti di capitale, fusioni e acquisizioni per stare in piedi. Il giorno dopo, 27 ottobre, strani movimenti sulle azioni di un altro istituto, il Banco Popolare: qualche speculatore scommette che entro sei mesi i titoli si alzeranno e si impegna, con opzioni call, a comprare a marzo a prezzo fissato subito a ottobre. Come mai tanto ottimismo? Sul momento, nessuno lo capisce. Perchè nessuno ufficialmente sa che il governo Renzi sta per riformare, addirittura per decreto, le banche popolari a loro vantaggio, trasformando in Spa quelle con almeno 8 miliardi di attivo”.
22.44 Marco Travaglio: “Pierluigi e MariaElena Boschi,un caso di nepotismo alla rovescia: invece del figlio di papà, un papà di figlia”.
22.40 Con un servizio si introduce il tema del decreto sulle banche popolari. La notizia del decreto ha fatto registrare sul mercato rialzi per tutte le banche coinvolte
22.32 L’intervista a Enrico Duran, che prende alle banche per dare ai poveri:

Il mio è un atto di disobbedienza civile, per dimostrare che i prestiti vengono dati solo a pochi, è una scelta politica.

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22.31 Stella: “Se avesse tirato fuori i dati dei beni rubati agli ebrei dalle banche svizzere non sarebbe un ladro?”
22.29 Santoro: “Falciani è un ladro di dati”. Santanchè: “Ci sono tante tipologie di ladri”. Falciani: “In Italia ne conosciamo tanti”.
22.26 Falciani dice di aver guadagnato 3500 euro al mese l’anno scorso.
22.20 Falciani: “Oggi sono disoccupato. Ho lavorato la sera sui miei progetti che mi facevano mangiare. Ho dovuto rifare la formazione per lavorare in un progetto di intelligenza artificiale. Questa sera mi ritrovo dinanzi a un bell’esempio di intelligenza artificiale”. Ovazione dello studio. Santanchè: “Chi la mantiene? Quanto milioni ha preso?”.
22.13 Santanchè cita il Vangelo: “Il tributo deve essere quello giusto”. Poi insiste:

Non potrò mai stare dalla parte degli evasori perché sono concorrenti sleali, ma neanche con i ladri.

22.11 Di Pietro: “Se uno ha i soldi lecitamente uno non ha bisogno di fare scudi. I soldi imboscati in quella maniera non sono stati lecitamente guadagnati. Invece di fare ogni sei anni un condono, facciamo i processi e le confische”.

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22.08 Di Pietro: “Quei fatti erano già emersi con l’inchiesta Mani Pulite: esistono tante Svizzere e tante Hsbc nel mondo”.
22.03 L’intervento di Gianni Dragoni:

La legge recente sul rientro dei capitali consente a chi ha portato soldi all’estero in nero di mettersi in regola senza venire perseguito penalmente, purché si autodenunci, paghi le tasse che non ha versato e gli interessi, più una multa, piccola perché c’è lo sconto.
Ma la legge prevede anche un ulteriore sconto per gli evasori: dimezza da 10 a 5 anni i termini di prescrizione dell’accertamento fiscale, cioè i controlli dell’Agenzia delle entrate nei paesi detti “black list”, la lista nera dei paradisi fiscali, dove di solito finiscono i soldi esportati in modo illegale.
Se lo Stato “a regime fiscale privilegiato”, cioè il paradiso fiscale nel quale sono nascosti i soldi, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge fa un accordo con l’Italia “che consenta un effettivo scambio di informazioni” bancarie sui contribuenti (una sorta di rinuncia al segreto bancario) i termini di prescrizione per l’ “accertamento” fiscale si dimezzano a 5 anni, come per un pensionato o un lavoratore dipendente.

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21.52 Falciani: “Violare il segreto bancario in Svizzera è peggio di aver ammazzato, è estremamente grave. .Non si fa se non si è riflettuto bene su ciò che significa. Sono ricercato, sono stato in carcere per 5 mesi. Ma senza tutto questo non si sarebbe potuta iniziare questa inchiesta”.
21.50 Zanetti: “Avere conti all’estero non è un reato, ma quei 1264 italiani scudati non lo hanno fatto per il gusto di partecipare ad un’operazione simpatia ma per regolarizzare somme non esposte nella dichiarazione dei redditi”.
21.48 Santanchè: “Avere conti all’estero non è un reato, così come avere scudato”.

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21.46 Santanchè su Falciani: “È una persona che ha rubato, è un lestofante. Oggi ci racconta di altre persone che avrebbero rubato; non è né un oracolo, né un esempio. Per me è come un pentito della mafia”.
21.42 Stella: Più ricchezza c’è più la ricchezza si spartisce? No, non è così”.
21.38 Falciani: “Questo sistema è architettato in modo tale che solo noi e le piccole imprese paghiamo le tasse”.

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21.35 Viene mostrata una clip tratta dal film The wolf of Wall Street.
21.29 Falciani in studio. Con lui il giornalista del Sole 24 Ore Mincuzzi, che racconta che “l’Hsbc è una delle più grandi banche del mondo, è una banca d’elite, alla quale solo pochi privilegiati possono accedere. Vale intorno ai 200 milardi”.
21.23 Nella copertina viene mostrato come i dipendenti della Hsbc facciano finta di non conoscere Falciani.
21.18 Santoro: “Il mio amico Chiambretti disse: Santoro andrebbe in onda anche senza telecamere. E aveva ragione. Quindi, mi auguro, che Renzi si occupi di cose più serie, come ad esempio una seria riforma della Rai. E mi auguro che prima di me, in Rai tornasse Daniele Luttazzi, perché il talento non può restare in silenzio. Renzi con lei pensavo che Annozero fosse finito, vediamo se mi sbagliavo”.
21.17 Santoro: “Quando Annozero venne chiuso il pubblico, di destra e sinistra, capì quello che stava succedendo. L’azienda per cui lavoravo e che riceveva gli introiti della pubblicità ci trattava come dei criminali. Oggi, Renzi, ha lo stesso atteggiamento di fastidio che aveva Berlusconi nei nostri confronti. Andando come ospite in alcuni programmi, piuttosto che in altri, altera la concorrenza. Lei è convinto che anche l’informazione sia un impiccio? Lei è convinto che anche la satira dura sia un impiccio?”

21.14 Santoro parte da Falciani per arrivare alla lettera del 2010 di Verro a Berlusconi:

Falciani, l’uomo che ha scatenato un’ira di Dio in Europa sarà ospite di Servizio Pubblico. Per le autorità è solo un ladro di dati, per altri invece è un Robin Hood che ha salvato i più deboli. In Italia il carico fiscale è per l’82,7% sulle spalle di pensionati e dipendenti. Falciani dice che dovremmo contare più sulla informazione che sulla politica. E l’informazione libera non è mai andata a genio ai presidenti del Consiglio italiani
21.11 Inizia la puntata. Santoro entra sulle note della sigla di Annozero.

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Servizio Pubblico stasera torna con una nuova puntata, seguita in liveblogging e diretta video da Blogo dalle ore 21.10. Alla conduzione Michele Santoro.

Servizio Pubblico | Anticipazioni puntata 19 febbraio 2015

Servizio Pubblico: la puntata di stasera è intitolata La banca criminale

Ospiti di Santoro Hervé Falciani, l’ingegnere informatico italo-francese, che ha lavorato per la banca HSBC sottraendo la celebre lista di oltre 30 mila nomi che ha reso possibile il recupero di milioni di euro evasi dai cittadini di mezzo mondo, Daniela Santanché di Forza Italia, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella e l’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro.

Nel corso della puntata gli interventi di Gianni Dragoni del Sole 24 Ore, del giornalista dell’Huffington Post, Alessandro De Angelis, e di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano. In chiusura le immancabili vignette satiriche di Vauro.

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Tutte le puntate di Servizio Pubblico, in onda su La7 a partire dalle ore 21.10, sono visibili in diretta streaming sul sito ufficiale di La7, ma anche su Blogo, dove potete leggere pure il liveblogging.

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I Video di Blogo

Il video degli sciatori ammassati nella funivia a Cervinia