Elezioni Regionali 2015, incontro Salvini-Berlusconi alla ricerca dell’alleanza Lega-FI

Salvini precisa: “Non parlo di alleanze, ma di programmi”.

di andreas

Venerdì 6 marzo 2015Matteo Salvini ha incontrato oggi Silvio Berlusconi per parlare di eventuali alleanze in vista delle elezioni regionali.
I giornalisti hanno chiesto a entrambi come è andato l’incontro e l’ex Cavaliere ha commentato:

“Con Salvini l’incontro è stato simpatico e cordiale”

e quando gli è stato chiesto se hanno parlato di alleanze ha risposto sorridendo:

“Di che cosa vuole che si parli con Salvini?”

Invece il segretario del Carroccio ci ha tenuto a precisare:

“Io offro programmi e nomi, parlo di contenuti e non di accordi, di alleanze. Se qualcuno condivide i nostri contenuti, benvenuto, ma non mi interessano alchimie o capriole”

ma ha anche ammesso che hanno parlato a lungo del Milan.

Salvini in queste ore deve risolvere le beghe interne al suo partito ed è stato molto chiaro dicendo che chi non sostiene Luca Zaia in Veneto deve lasciare la Lega e ha spiegato che l’alternativa alle elezioni sarà tra la riconferma del leghista Zaia e la sua avversaria del Pd Alessandra Moretti, questo per escludere altre candidature, prima fra tutte quella di Flavio Tosi, il sindaco di Verona che non condivide la scelta di Salvini.

Regionali 2015: alleanza tra FI e Ncd, Lega da sola

Mercoledì 18 febbraio 2015

L’election day 2015, in cui si voterà in sette regioni (Liguria, Veneto, Toscana, Umbria, Marche, Campania e Puglia) e in parecchi comuni si avvicina a grandi passi: il voto è previsto per maggio di quest’anno e c’è ancora molto lavoro da fare per ultimare l’organizzazione delle elezioni, soprattutto nel campo del centrodestra. La speranza di Silvio Berlusconi di riunire l’intero centrodestra si è andata a schiantare contro l’assoluta mancanza di volontà di Matteo Salvini di unire le sue forze a quelle del Nuovo Centrodestra, considerato inavvicinabile a causa del suo essere parte del governo Renzi.

Tutta la tattica politica di Berlusconi si concentra però su due sole regioni, Veneto e Campania, dal momento che le altre cinque sono considerate perse in partenza (e lasciare alla sinistra uno storico en plein sarebbe la disfatta peggiore immaginabile). E però, paradossalmente, il fatto che tutti si giochi su due sole regioni ha ulteriormente complicato le cose: per vincere in Veneto bisogna necessariamente allearsi con Salvini e il suo candidato, il governatore uscente Luca Zaia. Qui il Nuovo Centrodestra conta davvero poco. Al contrario, in Campania le speranze della rielezione di Stefano Caldoro (Forza Italia) passano dall’alleanza con il Ncd, che in questa regione può contare un supporto non secondario (mentre è un’enorme incognita il successo che otterrà la lista Noi con Salvini).

Alla fine, evidentemente, Berlusconi ha preferito giocarsi le sue carte per puntare sulla rielezione di un suo candidato. Anche se pare che in fondo in fondo il Cavaliere non abbia rinunciato a quella che è la sua vera speranza: ricondurre Salvini nel recinto del centrodestra e riuscire così a dare vita a una coalizione in grado di competere con il Pd e i suoi alleati. Per quanto Veneto e Campania siano due realtà diversissime, è chiaro come la spaccatura non possa che avvantaggiare il centrosinistra, che vede avvicinarsi il sogno di conquistare le poltrone di due regioni che – con l’eccezione del solo Bassolino – non hanno mai portato alcuna fortuna alla sinistra.

Il problema è che Salvini non ne vuole sapere, e sembra fare sul serio. Per lui non è un grande problema, in fondo, lasciarsi scappare la Campania, soprattutto se per riuscire nell’impresa dovesse rinunciare all’immagine di oppositore duro e puro a cui lavora da tempo. Se alle prime sirene delle poltrone che contano il leader della Lega Nord si rimangiasse tutto e si presentasse in alleanza con chi fa parte di quel governo Renzi che è il suo primo nemico, allora il contraccolpo in termini di consensi nazionali per il Carroccio potrebbe farsi sentire immediatamente.

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