Renzi, Berlusconi&C tutti uniti contro l’Isis?

Come previsto, la situazione internazionale, in primis il caos libico e l’emergenza Isis, entrano di forza nel dibattito politico interno, con sviluppi imprevedibili.

Se la situazione dovesse precipitare e l’Italia dovesse fare da apripista all’intervento armato internazionale contro le orde dell’Isis non c’è dubbio che l’attuale quadro politico nazionale ne verrebbe scosso e sconvolto, con ripercussioni sulla maggioranza di governo e sullo stesso esecutivo.

Un intervento armato internazionale per difendere i nostri confini e la nostra democrazia è un fatto straordinario, una emergenza che deve essere gestita e sviluppato dalle forze politiche e istituzionali con il più alto senso di responsabilità e il più alto livello di unità.

Negli anni ’70 del secolo scorso, di fronte all’emergenza del terrorismo delle BR, i partiti (Dc e Pci in testa, con Moro, Berlinguer e Lama davanti a tutti) seppero trovare un raccordo unitario, superando divisioni ideologiche e politiche di ogni tipo.

Dividersi oggi fra chi è “pro” e “contro” l’intervento militare è un discorso di lana caprina e chi alimenta questa polemica è solo interessato ai risvolti elettoralistici. Il “mandato internazionale” non può essere il paravento dietro cui nascondere la bassa cucina della politica nostrana, l’incapacità della politica di ritrovarsi in una sintesi a difesa degli interessi generali dell’Italia tutta.

Toccherebbe comunque all’Italia stare in prima fila e sobbarcarsi più di altri Paesi l’onere della missione internazionale. Stavolta non siamo alla solita partitella da sbrigare con il solito cinguettio su Twitter. Trattasi di guerra, e non solo di guerra delle parole. Gliela può fare il governo Renzi con questa maggioranza, dopo la fine del patto del Nazareno e le fibrillazioni interne del Pd? O ci vuokle una maggioranza di “emergenza” per affrontare l’emergenza?

Risponde l’ex ministro e leader dei Popolari per l’Italia Mario Mauro sul Giornale: “Bisogna partire da una considerazione drammatica: siamo già in guerra contro l’Isis. Il nostro governo ha largamente corrisposto al sostegno dei Peshmerga curdi attraverso formazione e la fornitura di armi. In Libia starà a noi fare un passo avanti, nella consapevolezza del nostro ruolo nell’area euro-mediterranea».

Quindi? Chiosa Mauro: “«La complessità e la straordinarietà della minaccia Isis e la crisi dell’Ucraina, devono farci maturare una nuova consapevolezza sulla unità politica. L’Italia dovrà comunque affrontare una situazione imprevista di guerra con un nemico insidioso che potrebbe avere presenze anche nel nostro territorio. Quindi serve un’assunzione unitaria di responsabilità da parte di tutte le forze politiche».

Una maggioranza ad hoc, a un nuovo governo che affronta tutto? Mauro è chiaro: “«Un’azione di governo per garantire pace e sviluppo non può che essere pensata a tutto campo e non tanto come maggioranza variabile per togliere le castagne del fuoco al Pd».

Insomma, meglio il Cavaliere dell’Isis.