Emma Bonino: “Vediamo chi la spunta tra me e il male”

Emma Bonino parla del tumore ai polmoni: “Dirlo in diretta a Radio Radicale mi ha aiutato. In tanti mi hanno detto grazie, si sono sentiti meno soli a combattere”.

Emma Bonino ha deciso per la prima volta di parlare in pubblico della sua malattia, il tumore ai polmoni scoperto pochi mesi fa. Dopo averlo annunciato in diretta su Radio Radicale. In un’intervista a Repubblica, la leader radicale ha spiegato:

“Non ho paura. Sono ottimista. Ho avuto una vita fantastica. Gli affetti dei familiari, la politica radicale, le amicizie, i grandi dolori, le solitudini. La cosa importante è saper provare, vivere, accettare e governare le emozioni. Mai diventare indifferenti a ciò che ci attraversa o ci sfiora”.

Presentandosi con un turbante azzurro e verde che si è cucita da sola, Bonino ha continuato:

“Sto bene. Sopporto la chemioterapia senza eccessivi disagi. Sono disciplinata, dovreste vedere quanto sono rigorosa. Seguo accuratamente le disposizioni dei medici, i professori Claudio Santini ed Enrico Cortesi. Mangiare tre volte al giorni, evitare la carne e i dolci. Limitare i formaggi”.

Continua a fumare, però: “Me ne hanno concesse massimo dieci al giorno”, e racconta
cosa l’ha spinta a dire in diretta della malattia:

“Sono riservata sulle disgrazie, mi è costato mostrare la mia fragilità intima. Alla fine, fare quella confessione mi ha aiutata. Molti malati mi hanno scritto: grazie, ha aiutato anche me. Avere la consapevolezza che noi non siamo il nostro male, che siamo altro, che dobbiamo sforzarci di continuare a essere le stesse identiche persone di prima costituisce la nostra speranza e la nostra fede laica”.

Il tumore l’ha estromessa dalla corsa al Quirinale:

“Non ci penso dal 1999. Ogni volta la partita del Colle è esilarante e opaca, tutti gli aspiranti devono guardarsi bene dal dirlo e intanto si muovono più o meno segretamente per garantirsi ogni tipo di appoggio. Io mi ero candidata alla luce del sole, sicura di poterlo fare senza dovermi vergognare come una ladra. Ebbi 16 voti. Più dolorosa la rinuncia al ruolo di vice segretaria dell’Onu per gli aiuti umanitari. Ma non potevo fare altrimenti perché saprò soltanto ad aprile o maggio ciò che sarà di me. Era una cosa alla quale tenevo veramente perché gli aiuti umanitari, salvare vite umane, non è la realpolitik tanto di moda, ma un valore e come possiamo dirci persone senza di questo?”.

La chisura è ancora sulla malattia: “Mi devo occupare di questo stronzo e basta. Io e lui. Vediamo chi la spunta”.

I Video di Blogo