Direzione PD, Renzi: “In Forza Italia è in atto un derby. Noi avanti fino al 2018 con o senza di loro”

Matteo Renzi ha parlato della Grecia, della Libia, ma soprattutto di politica interna.

Matteo Renzi ha presenziato oggi alla Direzione del Partito Democratico e, proprio come ci si aspettava, ha parlato un po’ di tutto, di politica estera, economica e interna.

Per quanto riguarda la Grecia, uno dei temi più dibattuti, il Premier ha detto che serve “l’intelligenza dell’Ue perché si rispettino le regole” ma allo stesso tempo “si uso flessibilità”.

Sulla Libia, invece, ha ammesso che la situazione è molto complicata, ma anche qui servono “buon senso e saggezza” e non si può passare dall’indifferenza all’isteria.

Per quanto riguarda la lunga pagina della politica interna, Renzi ha sottolineato come, con l’elezione di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica, si sia creata una profonda frattura all’interno di Forza Italia in cui è in atto un vero e proprio derby tra chi vuole le elezioni anticipate e chi invece le vuole normalmente nel 2018, lui resta convinto che questa legislatura arriverà fino al 2018 “con o senza di loro”.

E a proposito dell’opposizione sulla questione delle riforme, Renzi dice:

“Non ci facciamo fermare dal tentativo di fermare tutto. Sennò accettiamo l’idea che in questa legislatura il sì e il no lo danno le opposizioni e non la maggioranza. Le opposizioni tornino in aula, ma no al mercimonio degli emendamenti”

Per ciò che concerne il programma dei prossimi mesi, tra le riforme in primo piano ci sono quella della scuola, che dovrebbe essere ultimata nell’ultimo Consiglio dei Ministri di febbraio e sono previsti un provvedimento d’urgenza e un disegno di legge delega.

Già questo venerdì sarà invece approvato il disegno di legge sulla concorrenza, poi tra i temi caldi il premier individua lo Ius Soli, per cui chi nasce in Italia si deve considerare italiano, e la Rai che, dice, deve essere trasformata “nell’azienda più innovativa d’Europa in termini di offerta culturale”.

Il Premier inoltre ha citato Birdman, il film di Innaritu candidato agli Oscar e ha detto:

“Il dibattito tra il protagonista di Birdman e la critica teatrale è straordinario in questo senso. La forza della comunicazione è arrivata a un livello tale per cui è diventato snob dire di preferire i fatti alla comunicazione”

Convocata la Direzione Pd | Lunedì 16 febbraio 2015

Matteo Renzi oggi alle 16 sarà impegnato, in qualità di Presidente del Consiglio, a ricevere il Presidente della Repubblica di Panama Juan Carlos Varela, dopodiché andrà dritto nella sede del Pd dove è atteso nell’altro suo ruolo, quello di segretario del partito, per una riunione di Direzione. L’appuntamento è per le 17 nella sede del Nazareno, ma potrebbe anche slittare un po’ come spesso accade, visti gli impegni del Premier.

Molto probabilmente Matteo Renzi agli altri membri della Direzione del Pd oggi parlerà di politica estera e in particolare della posizione dell’Italia per quanto riguarda il negoziato tra l’Unione Europea e la Grecia e un possibile intervento armato in Libia, ma soprattutto di politica interna e cioè del rapporto con le opposizioni e del decreto Milleproroghe che oggi è in esame in Commissione alla Camera.

Come sempre cercherà di rafforzare la sua leadership che finora di fatto non è mai stata messa in discussione nelle riunioni della Direzione del Pd e probabilmente anche questa volta le parole di Francesco Boccia sull’approvazione delle riforme non gli faranno che il solletico. Boccia, intervenendo sull’Huffington Post, ha spiegato di non avere intenzione di votare le riforme se il Parlamento si presenterà semivuoto in seguito alle proteste delle opposizioni, perché questo potrebbe costituire un pessimo precedente. Ha precisato che il suo auspicio è che la mediazione vada in porto, ma in caso contrario non intende supportare un voto delle riforme solo da parte del Pd.

Da osservare anche la posizione di Gianni Cuperlo: non è ancora chiaro se l’ex presidente del Pd supporterà la linea dura del Premier per l’approvazione delle riforme e la parte del partito più a sinistra aspetta proprio di vedere che cosa dirà Cuperlo per agire di conseguenza.

Inoltre, ci sono ancora un paio di questioni da risolvere e che Renzi potrebbe sfruttare per consolidare l’appoggio nei suoi confronti della maggior parte del Pd, ossia la nomina di un giudice della Corte Costituzionale e un ministro da scegliere al posto di Maria Carmula Lanzetta che si è dimessa.