Papa Francesco annulla la messa di Pasqua per i Politici

Papa Francesco quest’anno non celebrerà la messa di preparazione alla Pasqua per i politici. L’anno scorso li sferzò nell’omelia, provocando anche qualche velato disappunto tra i nostri parlamentari

Monsignor Lorenzo Leuzzi, ausiliare della diocesi di Roma e cappellano di Montecitorio, lo ha confermato all’Ansa: quest’anno Papa Francesco non celebrerà la messa di preparazione alla Pasqua per i politici. Il Pontefice, dopo la sferzata ai nostri parlamentari, pronunciata durante la Quaresima dello scorso anno, ha deciso di non replicare.

Le motivazioni della decisione presa da Bergoglio non sono state esplicitate, tuttavia non è errato pensare che qualcuno dei nostri parlamentari abbia tirato un sospiro di sollievo dopo quello che accadde il 27 marzo del 2014. In quell’occasione, ad assistere alla funzione c’erano circa 500 politici, fra presidenti, vice, sotto-segretari, capigruppo e via dicendo. La liturgia era prevista per le 7, ma per prendervi parte bisognava presentarsi a San Pietro già alle 6 del mattino. Vista l’ “imposizione” della levataccia, forse qualcuno dei nostri rappresentanti aveva creduto che il Papa sarebbe stato “cordiale”. E invece le cose non andarono proprio così.

Il Pontefice, di fronte ai Presidenti di Camera e Senato e alla metà del Governo Renzi, non ebbe un atteggiemnto diplomatico. Dall’altare usò espressioni come questa: “No alla corruzione, agli interessi di partito e ai dottori del dovere e ai sepolcri imbiancati“.

E rincarò anche la dose, riferendosi direttamente alla classe dirigente, “che si è allontanata dal popolo chiusa nel proprio gruppo-partito, nelle lotte interne“. In conclusone, poi, Bergoglio lanciò un vero e proprio anatema contro i corrotti: “per loro non c’è salvezza“.

Ovviamente la predica di Bergoglio non può essere ridotta a queste frasi, le sue parole avevano un grande spessore dottrinale. Il Papa contrappose la teologia di fede a una teologia del dovere. La prima fondata su una dialettica di libertà, offerta dal Sigmore, la seconda, invece, su una logica della necessità.

Per il Pontefice, seguendo la necessità si diventa per forza di cose “comportamentali“. Ovvero, “Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini“. Parole, queste, citate da Sergio Mattarella nel suo discorso di insediamento.

Come ci ricorda un articolo di Panorama, tra i nostri parlamentari, qualcuno non gradì l’eccessiva intransigenza di Bergoglio.