Mafia: DIA Messina sequestra beni mafiosi per 50 milioni di euro agli imprenditori Pellegrino, ritenuti vicini clan Spartà

Beni sequestrati per oltre 50 milioni di euro. È il duro colpo inferto dalla DIA di Messina a due fratelli imprenditori, Nicola e Domenico Pellegrino, 47 e 39 anni, considerati elementi di spicco di un’ organizzazione criminale affiliata al clan mafioso di Giacomo Spartà, ritenuto egemone nel racket delle estorsioni nella zona sud di Messina.


Beni sequestrati per oltre 50 milioni di euro. È il duro colpo inferto dalla DIA di Messina a due fratelli imprenditori, Nicola e Domenico Pellegrino, 47 e 39 anni, considerati elementi di spicco di un’ organizzazione criminale affiliata al clan mafioso di Giacomo Spartà, ritenuto egemone nel racket delle estorsioni nella zona sud di Messina.

Per gli inquirenti la società dei fratelli Pellegrino, la Messina Calcestruzzi, ha gestito in regime di, quasi, monopolio le forniture di calcestruzzo nel messinese. Le indagini hanno anche accertato la scadente qualità del conglomerato fornito e utilizzato per costruire edifici pubblici e privati.

I provvedimenti di sequestro riguardano le quote sociali di cinque società, 39 immobili, 40 automezzi, 2 impianti di produzione del calcestruzzo, rapporti bancari e polizze assicurative. Comprensibile la soddisfazione del procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte.

Si tratta di uno dei più consistenti sequestri di beni patrimoniali effettuati in ambito nazionale. Imprenditori legati a clan imponevano quasi l’assoluto monopolio a Messina nel settore di movimento terra e nella produzione e vendita di calcestruzzo.

Per una mafia sempre molto attiva nell’ edilizia e nel mondo degli appalti, pubblici e privati, e che attraverso il racket delle estorsioni esercita il suo controllo sull’ economia legale, questi sono i colpi che fanno più male.

Via | Melito on line

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