Birmania: 47 soldati morti negli scontri con i ribelli del Kokang

Sale il numero dei soldati uccisi al confine con la Cina e sono migliaia gli sfollati. Le cause del conflitto non sono ancora del tutto chiare, tuttavia il capo dei guerriglieri Kokang nega che siano state le sue truppe ad attaccare per prime

Nel nord-est della Birmania, al confine con la frontiere cinese, continuano gli scontri scontri tra esercito e i ribelli dell’Alleanza democratica nazionale del Myanmar (Mndaa), meglio conosciuto come truppe Kokang. Secondo la stampa stampa statale, sarebbero 43 i soldati uccisi e 73 i feriti.

Gli scontri sono incominciati il 9 febbraio scorso ed hanno provocato la fuga di una decina di migliaia di civili oltre frontiera. Così quello che sembrava essere un piccolo conflitto locale sta assumendo proporzioni inaspettate e potrebbe radicarsi proprio al confine con la Cina. Quest’ultima non ha ancora assunto una posizione defintiva su quanto sta avvenendo.

Hua Chunying, portavoce del ministero degli esteri di Pechino, mercoledì si era limitato a dire che “la situazione nel Kokang, nello stato Shan, regione settentrionale del Myanmar, ha un impatto diretto sulla stabilità di confine tra Cina e Myanmar. Ci auguriamo che il governo del Myanmar e l’esercito dell’Alleanza democratica nazionale del Myanmar (Mndaa), noto anche come truppe Kokang, possano cessare il fuoco e risolvere i problemi attraverso negoziati pacifici. Il governo di Pechino seguirà da vicino la situazione sul territorio e risponderà di conseguenza per mantenere la stabilità del confine” (fonte Misna).

Le truppe Kokang erano parte integrante di una forza di guerriglia sostenute dalla Cina, denominata Partito Comunista della Birmania. Fu il primo dei gruppi armati che decise di firmare un accordo con il governo di Naypyidaw nel 1989. L’intesa. però, venne meno nel 2009, quando le varie guerriglie finirono sotto la minaccia della Guardia di frontiera paramilitare.

Le motivazioni e le modalità degli scontri di questi giorni, che hanno causato un flusso così ampio di sfollati, non sono ancora del tutto chiare. Myat Linn, portavoce dei guerriglieri Kokang, parlando con la stampa, ha respinto l’ipotesi che le sue truppe (circa 3mila unità) abbiano attaccato le forze governative, numericamente superiori e meglio attrezzate militarmente. Alcuni media locali hanno parlato di in coinvolgimento nel conflitto anche del Kachin Independence Army, dell’esercito di liberazione nazionale Ta’ang e dell’ Arakanese Army.

Tutte queste guerriglie pare che abbiano supportato i Kokang, nel tentativo di aiutarli a riprendersi il controllo dell’area da loro presidiata.