Cardinale Burke attacca Papa Francesco su matrimoni gay e divorziati

Il Cardinale che si oppose a Bergoglio nel Sinodo sulla famiglia: “Resisterò al Papa se ci saranno le aperture ai divorziati risposati e ai gay”

Raymond Leo Burke attacca duramente Papa Francesco. Il Cardinale statunitense, tra i principali oppositori del Pontefice nel Sinodo sulla famiglia dello scorso ottobre, ha rilasciato un’intervista a France2, dove ha esposto le sue tesi fortemente conservatrici sui matrimoni gay e sui divorziati. E, come nel suo stile, non ha scelto di assumere un atteggiamento diplomatico.

Ecco uno dei passaggi dell’intervento del Cardinale:”Resisterò al Papa se ci saranno le aperture ai divorziati risposati e ai gay […] Non posso fare altro. Non c’è dubbio che quello che stiamo vivendo è un tempo difficile, doloroso e preoccupante. Io non vorrei fare del Papa un nemico“. Il portato politico di queste parole, ovviamente, è molto importante. Pare quasi che Burke stia avvisando la Santa Sede che è pronto a condurre una “guerra” intestina, minacciando così l’unità interna della Chiesa.

Inoltre, il Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, rincara la dose, sovrapponendo, nel caso degli omosessuali, peccato e patologia: “Non posso accettare che si possa dare la comunione a una persona che sta vivendo un’unione irregolare perché è adulterio. E la questione delle unioni tra persone omosessuali non ha niente a che fare col matrimonio. Questa è una sofferenza che alcune persone hanno di essere attratte sessualmente, contro la natura, da persone dello stesso sesso“.

Infine, Burke richiama le parole che Cristo rivolse a Pietro in un noto passo del vangelo di Matteo. La cosa lascia abbastanza interdetti, se si tiene presente il contesto nel quale vengono pronunciate. Il Cardinale, infatti, si appella alla Chiesa che trionfa sull’inferno in un’intervista in cui ha scelto di mettere in discussione le posizioni del Papa: “la Chiesa non è minacciata perché il Signore ci ha assicurato, come ha detto a san Pietro nel vangelo, che le forze del male non prevarranno, non praevalebunt come diciamo in latino, che non avranno la vittoria sulla Chiesa“.

Gli attacchi di una parte consistente della curia a Papa Francesco si stanno moltiplicando. A tale riguardo, ricordiamo che solo qualche mese fa lo stesso Burke ha definito la Chiesa “una nave senza timone“. Le posizioni di quest’ultimo rispecchiano un’insofferenza che si fa sempre più palpabile tra alcuni ambienti delle gerarchie e i movimenti radicali.

E’ facile prevedere, poi, che le critiche al Pontefice si intensificheranno in vista di due avvenimenti cruciali in programma quest’anno: l’ottavo Meeting mondiale delle famiglie, che si terrà a Philadelphia nel prossimo settembre, e il secondo Sinodo dei Vescovi che avrà luogo ad ottobre. In quest’ultima circostanza dovranno venire fuori soluzioni concrete sulla comunione ai divorziati.

Che uno scontro in Vaticano sia in atto, è stato confermato anche dal giro di poltrone del novembre dello scorso anno. Nel rinnovare i vertici della diplomazia, il Pontefice ha rimosso Burke dal ruolo di prefetto del Supremo tribunale della Segnatura apostolica e di presidente della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano (compiti che era stato chiamato a ricoprire da Papa Benedetto).

Burke, amante della messa tridentina celebrata in latino, è diventato il punto di riferimento dei cattolici più conservatori, che non mancano di esprimergli il loro sostegno anche sui social network. Il Cardinale, d’altra parte, sa come trattare con i media. Ricordiamo che rilascia spesso interviste in televisione e le sue parole vengono riprese sovente da Aleteia, rete specializzata in informazione religiosa.

Ultimamente ha dichiarato che il crollo delle vocazioni è da imputare alla Chiesa divenuta “femminlizzata“, e ha ribadito che è stato un errore eliminare, nel 1983, il divieto delle ragazze chierichette.

C’è del malcontento tra i vescovi USA nei confronti di papa Francesco?

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