Immigrazione. Mare Nostrum rimpianto, ma è stata l’Italia a volere Triton

Triton non era concepita per sostituire Mare Nostrum, ma diventa chiaro solo dopo l’ennesima tragedia dell’immigrazione

di guido

Dopo la nuova tragedia dell’immigrazione è un tutto un coro di condanne dell’Operazione Triton, che dallo scorso novembre ha preso il posto di Mare Nostrum, il programma di pattugliamento delle coste che era stato attivo per un anno. Oggi Mare Nostrum viene rimpianto, in primis da Enrico Letta (e fin qui è legittimo, visto che era stato lui ad avviare l’operazione quando era premier)

ma anche da molti di coloro, a destra e sinistra, che non più di quattro mesi fa festeggiavano il “pensionamento” della vecchia operazione in favore di Triton.

Per cercare di comprendere quella che – a prima vista e per chi ha un minimo di memoria – sembra né più né meno che schizofrenia, occorre spiegare le differenze tra Mare Nostrum e Triton, e i motivi che hanno portato a invocare a gran voce il secondo.

Mare Nostrum è stata un’operazione condotta e curata dall’Italia tramite Marina Militare e Aeronautica Militare, che aveva sostanzialmente lo scopo di pattugliare le nostre coste, ma anche di recuperare e salvare le navi entrate nelle acque italiane. Uno degli scopi principali era il soccorso, non a caso l’operazione venne varata in tutta fretta dopo un’altra tragedia, quella dei 366 migranti morti al largo dell’Isola dei Conigli.

Due i punti critici di Mare Nostrum, uno economico e uno politico. Quello economico: i costi erano interamente a carico dell’Italia, anche per una funzione – quella di pattugliamento dei confini – che in molti ritenevano spettasse all’Europa, visto che i confini italiani sono anche confini europei. Cifre precise non sono ancora disponibili, ma secondo alcuni calcoli il costo sarebbe stato di circa 10 milioni al mese.
Quello politico: la scelta di soccorrere i migranti, un cambiamento netto di rotta dopo i respingimenti voluti dal governo Berlusconi nel 2008.

Triton non è, come erroneamente si è detto ed è stato fatto credere, la nuova incarnazione di Mare Nostrum a spese dell’Europa, ma la continuazione di altre operazioni, quelle (tipo Hermes e Aeneas) promosse da Frontex, l’agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. E Triton nasce infatti come prosecuzione e potenziamento di quelle esperienze, dopo che l’Italia aveva a gran voce chiesto all’Ue di farsi carico del pattugliamento delle frontiere.

Triton è un’operazione condotta a livello europeo da 29 Stati membri e ha lo scopo unico di pattugliare le acque internazionali fino a 30 miglia dalle coste italiane. È evidente quindi che il soccorso dei migranti non fa parte dei suoi compiti, ed è curioso che di questo fatto ci si renda conto solo oggi, a tragedia avvenuta. I costi di Triton, interamente a carico dell’Ue, sono di 2,9 milioni al mese, cifra nettamente inferiore rispetto a Mare Nostrum.

Questi pochi dati bastano a far capire che Triton non è né può essere la continuazione di Mare Nostrum. Eppure il ministro Alfano a ottobre dichiarava

Quello che abbiamo sempre detto e siamo riusciti ad ottenere è che l’Italia non poteva rimanere da sola a presidiare una frontiera che in decine di migliaia intendono attraversare, non per entrare in Italia, ma per entrare in Europa. Abbiamo ottenuto quello per cui da tanti anni si batteva senza essere ascoltati.

E, nel giorno stesso dell’avvio di Triton, archiviava l’esperienza di Mare Nostrum, dando quindi a intendere che si trattasse semplicemente del proseguimento della stessa operazione a spese dell’Ue. Senza contare i trionfalismi per aver “convinto” l’Unione a farsi carico del contrasto all’immigrazione.

Il fatto che Triton avrebbe pattugliato le frontiere era nei patti, ma l’Italia aveva chiesto “un’estensione” alle acque territoriali italiani, sia pure in misura inferiore rispetto a Mare Nostrum. Allo stesso modo, però, il governo italiano aveva garantito “faremo per intero la propria parte per quanto riguarda ‘search and rescue'”. La mancanza di chiarezza su questo dettaglio fondamentale è probabilmente una delle cause del mancato soccorso ai gommoni di Lampedusa. Ma era tutto fin troppo prevedibile.

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