Russia e Ucraina: che cosa vogliono Putin e Poroshenko? Le condizioni e gli obiettivi

Quali sono gli obiettivi di Russia e Ucraina e le loro condizioni per evitare una guerra.

Russia e Ucraina continuano a essere sul filo della guerra; una guerra in verità già in corso ma non dichiarata, dal momento che Putin continua a negare di fornire armi e truppe ai ribelli filorussi dell’est dell’Ucraina. I colloqui in corso a Minsk per il momento non hanno portato a grandi risultati, addirittura Poroshenko ha liquidato le richieste di Putin come “inaccettabili”. Ma quali sono le condizioni della Russia, e cosa vuole invece l’Ucraina? Insomma, che obiettivi hanno le due ex potenze dell’Unione Sovietica il cui conflitto riporta l’intera Europa a dover temere l’esplosione di una guerra mondiale?

Iniziamo dalle richieste dell’Ucraina, provando a fare il punto su che cosa vuole Poroshenko. La condizione prima è che la Russia ritiri subito tutte le sue truppe dal territorio ucraino (con l’esclusione della Crimea, la cui annessione a Mosca è ormai compiuta e irreversibile); la fine della fornitura di armi ai ribelli, il ripristino dei confini di stato. Da parte sua, invece, Kiev è disposta a concedere autonomia alle regioni ribelli, ma non ha intenzione di andare verso quell’Ucraina federale che è uno degli obiettivi principali di Putin. Kiev ha però richieste anche nei confronti della Nato: vuole aiuti militari (che si stanno discutendo e che già registrano il parere favorevole degli Stati Uniti), la libertà di aderire rapidamente alla Ue, l’avvio della procedura d’ingresso nella Nato (che farebbe scattare la difesa in armi automatica dei paesi alleati in caso di invasione). Infine, Poroshenko chiede il processo per i responsabili della rivolta e il ripristino delle forniture energetiche.

Su tutti questi punti, Putin sarebbe anche pronto a discutere. Con un paio di eccezioni fondamentali: l’ingresso nella Ue e soprattutto nella Nato. È proprio quanto la Russia teme più di ogni altra cosa: l’orbita occidentale che arriva fin sulla soglia di casa del nemico, mettendo in questione tutto il lavoro che Putin da anni porta avanti allo scopo di ristabilire l’influenza di Mosca sullo spazio ex sovietico. E infatti, da parte sua, la Russia chiede il congelamento dell’adesione alla Nato e il rallentamento dell’adesione ucraina alla Ue. In questo modo, l’Ucraina diventerebbe una sorta di stato cuscinetto tra le due potenze.

Al di là di queste condizioni essenziali per Mosca, Putin chiede parecchie altre cose: che la tregua venga dichiarata ma mantenendo le ultime conquiste dei ribelli; l’autonomia per le due regioni contestate, inchieste internazionali sui presunti crimini di guerra commessi dalle truppe ucraine, immunità per i leader della rivolta, che l’autonomia dell’est da un punto di vista linguistico e culturale; la smobilitazione delle milizie filo-ucraine.

Ma qual è il compromesso raggiungibile? Il vero pomo della discordia è la questione dell’assetto dello stato ucraino e dell’adesione alla Nato. Putin vuole un’Ucraina federale in modo che Donetsk e Lugansk – diventati stati federali – possano bloccarne l’adesione; Poroshenko è disposto a concedere autonomie, ma non una federazione, visto che proprio l’ingresso nella Nato è un suo obiettivo. Qui si gioca gran parte della partita.

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