Anti-terrorismo, via libera definitivo al decreto: ecco cosa cambierà

Ecco il Decreto anti-terrorismo approvato dal governo

15 aprile 2015 – Con 161 sì, 108 no e un astenuto il Senato ha dato la fiducia al governo sul decreto anti-terrorismo. Il provvedimento è stato approvato questa mattina in seconda lettura, in via definitiva, nel testo votato dalla Camera il 31 marzo scorso.

A votare a favore sono stati i partiti della maggioranza, mentre l’opposizione ha votato contro. Tra i favorevoli ci sono stati anche Sandro Bondi e Manuela Repetti, ex di Forza Italia ora parte del gruppo Misto.

Il ministero dell’Interno Angelino Alfano è subito corso su Twitter per festeggiare:

Il nuovo testo ha qualche differenza rispetto al testo che avevano analizzato nel febbraio scorso, a cominciare dalle pene previste per i foreign fighters, che vanno ora dai 5 agli 8 anni di carcere. Per loro è prevista anche la perdita della potestà genitoriale nel caso in cui sia coinvolto anche un minore.

Salgono anche le pene per i cosiddetti lupi solitari, chi si auto-addestra con finalità terroristiche: per loro la pena prevista è da 5 a 10 anni di carcere. L’utilizzo del web e di strumenti informatici viene considerata un’aggravante che comporta anche l’obbligo di arresto in flagranza di reato.

Come già detto in passato, i provider saranno obbligati a oscurare tutti i contenuti illeciti.

La norma che autorizzava le autorità a utilizzare software per il controllo da remoto di PC, smartphone e tablet delle persone sospettate di terrorismo è stata eliminata, mentre restano l’autorizzazione per l’intercettazione preventiva sulle reti informatiche degli indagati e l’autorizzazione per i servizi segreti di infiltrarsi nelle strutture detentive italiane al fine di prevenire l’arruolamento di terroristi.

Anti-terrorismo, approvato il DL dal Governo

10 febbraio 2015

Il Consiglio dei Ministri questa sera ha approvato il Decreto Legge anti-terrorismo. La sua discussione ed approvazione era stata rimandata più volte nelle ultime settimane dopo l’iniziale spinta a correre ai ripari che aveva dato l’attentato alla sede di Charlie Hebdo dell’inizio di gennaio. Sui temi toccati il Governo ha rispettato quasi in toto le indiscrezioni di oltre 20 giorni fa, segno che i rinvii non sono stati dovuti ad una discussione interna sulla questione, bensì alla necessità di affrontare prima altri temi considerati più urgenti dal Governo.

Come scritto anche nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri, le soluzioni per contrastare il terrorismo prese dall’Italia sono analoghe ai provvedimenti presi in altri Paesi europei, tra i quali è citata proprio la Francia. Sul piano penale il Decreto prevede alcune modifiche all’articolo 270 del c.p. sulle Associazioni sovversive.

In primo luogo da oggi diventeranno punibili, con una pena da 3 a 6 anni, i soggetti che volontariamente entrano a far parte di un’associazione terroristica (i cosiddetti “foreign fighters“) e con una pena dai 5 ai 10 anni per chi si “auto-addestra” con finalità terroristiche (i cosiddetti “lupi solitari“). Pena dai 3 ai 6 anni anche per chi “organizza, finanzia e propaganda” spedizioni finalizzate a commettere azioni terroristiche. Sono anche previste sanzioni penali e amministrative per i soggetti che violeranno gli obblighi in materia di “controllo sulla circolazione delle sostanze” idonee ad essere utilizzate per finalità terroristiche, come ad esempio i “precursori di esplosivi”.

Sono anche stati previsti degli strumenti di prevenzione. I potenziali “foreign fighters” potranno essere sottoposti a sorveglianza speciale e, qualora lo ritenesse necessario, il Questore potrà ritirare loro il passaporto con obbligo di soggiorno. Questo provvedimento, così concepito per dare uno strumento “rapido” alle forze dell’ordine, dovrà successivamente essere convalidato dall’Autorità Giudiziaria. Un po’ come succede per i provvedimenti di Daspo.

Sempre in tema di prevenzione, l’autorità giudiziaria potrà anche ordinare ad un provider di oscurare siti internet creati allo scopo di promuovere reati con finalità terroristiche. Inoltre se i delitti di apologia e istigazione al terrorismo verranno perpetrati con strumenti telematici le pene risulteranno aggravate.

Con questo decreto anti-terrorismo è stata anche prevista la proroga dell’Operazione strade sicure fino al 30 giugno prossimo, che prevede anche un aumento da 3000 a 4800 unità di militari impiegati per: sorvegliare punti sensibili delle principali città ed effettuare “interventi di recupero delle aree agricole contaminate della Campania”. Il numero dei militari coinvolti salirà a 5400 unità nel periodo dell’Expo, quando 600 militari verranno utilizzati proprio per presidiare l’evento in supporto alle forze dell’ordine.

Sono stati inoltre assegnati strumenti speciali alle forze di intelligence, le cui “garanzie funzionali” verranno ampliate. E’ prevista inoltre la possibilità per il personale dei Servizi di deporre nei procedimenti giudiziari in materia di terrorismo, conservando lo status di segretezza della propria identità personale. Le agenzie di intelligence potranno inoltre, su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, avere colloqui “con soggetti detenuti o internati, al fine di acquisire informazioni per la prevenzione di delitti con finalità terroristica di matrice internazionale“.

Come già annunciato a gennaio, sarà la Procura Nazionale Antimafia a coordinare tutto il lavoro anche in materia di terrorismo.

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