Sondaggi politici 2015: cresce ancora il Pd, giù M5S e Forza Italia

I sondaggi politici premiano ancora una volta il Partito Democratico di Matteo Renzi, che mette in difficoltà i principali competitor.

Dopo settimane di difficoltà del Pd, i sondaggi politici (in questo caso quelli Emg) hanno iniziato a registrare un’inversione di tendenza da parte del Partito Democratico, che ha ripreso a crescere sull’onda del successo maturato nell’elezione di Sergio Mattarella. Certo, lo scotto da pagare per la maggioranza è stata la rottura del patto del Nazareno, la caccia ai nuovi responsabili e le polemiche che si stanno moltiplicando; ma per il momento tutto questo non influisce sul gradimento del Pd che ha preso bruscamente a risalire, ai danni – parrebbe – di Sel, M5S e Forza Italia (a dimostrazione di come la forza d’attrazione dei democratici sia trasversale).

E così, il Partito Democratico guadagna lo 0,6 e sale fino al 37,2%. Un risultato ottimo ma ancora lontano da quella soglia ambita del 40% che permetterebbe, con l’Italicum in vigore, di raggiungere il premio di maggioranza al primo turno. Poco importa, probabilmente, perché le elezioni al momento non sembrano essere all’orizzonte (anche se bisogna capire come si mettono i numeri della maggioranza) e soprattutto perché non sembra esserci nessun rivale in grado di impensierire benché minimamente il partito guidato da Renzi.



Sondaggi politici 10 febbraio 2015

Il Movimento 5 Stelle, infatti, scende ancora di mezzo punto arrivando fino al 19,2%. A pesare probabilmente è il fatto che l’elezione del nuovo presidente della Repubblica ha messo ancora una volta in risalto, e anche più di altre occasioni, l’incapacità del M5S di incidere sul dibattito politico. L’opposizione dura e pura è in grado di galvanizzare i sostenitori, ma ha relegato i pentastellati ai margini della discussione, là dove non si riesce più a contare nulla nonostante i numeri importanti (per quanto sempre soggetti a erosione per le continue fughe ed espulsioni).

Le cose non arridono nemmeno a Forza Italia, che adesso sta provando di corsa a tornare sulle barricate dell’opposizione, ma probabilmente senza avere troppa credibilità. Inoltre, è evidente come sia il partito di Silvio Berlusconi ad avere pagato il prezzo più alto da quanto avvenuto nelle ultime settimane. Il risultato è un altro brusco calo (0,7 punti in meno) e sondaggi impietosi che registrano Fi al 12,4%. Se ne avvantaggia la Lega Nord, che cresce ancora di qualche decimale e arriva fino al 15,2% (se non vado errato, il suo nuovo massimo registrato dai sondaggi).

I Video di Blogo

Razzismo sul treno Milano-Verona: il video di una passeggera