Area Popolare (Ncd e Udc): che cos’è

La fusione di Ncd e Udc in Area Popolare anche in vista delle prossime regionali. Ma dove si collocherà il nuovo partito?

Che fanno due partiti con proposte politiche molto simili e che al momento navigano tra il 2 e il 3% dei consensi (stando ai sondaggi politici)? Si fondono, come sempre avviene in questi casi, nella speranza di creare così un nuovo partito che sia forte il doppio dei soggetti separati. Una equazione che, l’esperienza ci insegna, raramente ha dato i frutti sperati, ma che spesso è l’unica opzione per sopravvivere politicamente. Se i partiti in questione, com’è il caso di Ncd e Udc, sono effettivamente molto vicini tra loro, allora la cosa diventa praticamente inevitabile. Il nome che prenderà il nuovo soggetto è Area Popolare.

La marcia di avvicinamento tra Ncd e Udc parte da lontano: nelle elezione europee avevano già deciso di dare vita a un’unica lista nella speranza (premiata) di superare la soglia di sbarramento del 4% e conquistare così qualche seggio a Strasburgo e Bruxelles. A dicembre, i due partiti si sono anche uniti in un unico gruppo sia alla Camera che al Senato. Oggi, inizia invece la marcia per arrivare alla fusione effettiva in un unico partito.

A occuparsi della cosa, un comitato formato da Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello e Renato Schifani di Ncd, e da Lorenzo Cesa, Antonio De Poli e Giuseppe De Mita, dell’Udc; con l’obiettivo di “guidare una nuova fase di transizione che porti al più presto alla formazione di strutture democraticamente elette”. Il primo test per il nuovo partito sarà durante l’election day in cui andranno al voto numerose regioni. Un test in vista del quale, come da prassi, si sta cercando di coinvolgere il più possibile le realtà associative e culturali delle varie regioni.

Ma dove si collocherà questo nuovo partito? Ancora presto per dirsi, vista l’attrazione che il centrismo nutre per Matteo Renzi e il suo nuovo Partito Democratico e vista l’area del centrodestra, al momento spaccata e senza una chiara strategia che non sia quella di riunirsi per provare a contare qualcosa (ma con una guida leghista che a Casini e Alfano non va per niente giù). Molto dipende allora dal futuro del Pd, vero dominus della politica attuale: nel caso in cui il Partito Democratico resti unito e confermi l’alleanza con Sel, non dovrebbe esserci spazio per Area Popolare. Nel caso in cui invece il Pd vada verso la scissione, ecco che per i centristi potrebbe aprirsi uno spazio di trattative. Almeno a livello regionale, visto che l’Italicum con il premio di maggioranza alla lista permette a ogni partito grosso di provare ad andare per conto suo.

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